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Giuliano e Bashar

24 giugno 2013
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Giuliano Delnevo lo vedevo spesso. Non che si siano mai scambiate due parole o che ci si sia mai salutati, ma uno come lui difficilmente passava inosservato: abiti tradizionali arabi, barba e copricapo d’ordinanza. Benché il Centro storico di Genova nel quale entrambi risedevamo sia un dedalo di stranezze, la sua esibizione di appartenenza all’Islam radicale suscitava in me un certo sconcerto. Ancor più perché  Giuliano Delnevo non dimostrava molto più dei suoi 24 anni, col suo viso tardo adolescenziale, gli occhi chiari, la barba lunga poco virile.

Provoca angoscia l’aver incrociato più volte al giorno un guerrigliero della jihad, imbottito di una rabbia che in Siria lo ha portato a battersi contro Assad in nome dell’Islam più fanatico. E non mi sentirò tranquillo quando incrocerò di nuovo gli amici di Giuliano Ibraim, quelli che – come lui – sfoggiano il loro estremismo nelle strade di una città dell’occidentale Europa. Ma ancor più angosciante è il pensiero che l’Occidente sia disposto a rifornire di armi i ribelli antigovernativi. Perché tra il macellaio Assad e l’invasato Giuliano, io non ho dubbi: meglio un autocrate oldstyle che un sultanato islamico a Damasco.

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2 commenti leave one →
  1. 24 giugno 2013 22:26

    Oh, che bello rileggerti. Condivido lo sconcerto per i jihadisti nostrani, però non riesco a convincermi che sia meglio tenere Assad dov’è. Non lo dico solo per solidarietà alla parte democratica dell’opposizione siriana (il Consiglio Nazionale, etc.), o in odio ai rimasugli del nefasto “socialismo nazionale” ba’athista.
    Capisco il tuo punto di vista. La delusione delle c.d. primavere arabe è stata molto forte per tutti, ma io continuo a credere che sia un bene dare una mano a tirare giù gli autocrati rimasti. Se i popoli arabi dimostrano i loro limiti e si mettono poi nelle mani della feccia fondamentalista, pazienza…vuol dire che va attraversata anche quella fase. Le contraddizioni prima o poi esplodono comunque. Intanto, senza Assad manca il principale anello di congiunzione logistico tra Iran e Hizballah, il che non è poco…

    • 24 giugno 2013 22:58

      è bello anche per me essere di nuovo qui. speriamo di tirare avanti a lungo.

      io provo un enorme dolore per quello che sta accadendo in Siria, per le sofferenze dei civili, per la balcanizzazione di un Paese che vorrei visitare da sempre. ma non credo si possa correre il rischio di avallare l’affermazione di forze liberticide, fanatiche, disumane e anti-occidentali assai più brutali del socialismo nazionale di Assad.

      è la tragedia dell’essere umani: le opzioni in campo sono una peggiore dell’altra e scegliere è una drammatica forzatura.

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