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l’antisemita anacronistico

21 marzo 2012
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E’ opinione comune ritenere che i cognomi di luoghi geografici abbiano un’origine ebraica. Tale convinzione è però vera solo in parte, perché quella geografica è una delle radici comuni a molti cognomi, siano essi ebrei o non ebrei. Ed è una materia – quella dell’etimologia dei cognomi – sulla quale è ben difficile improvvisare: anni fa, ad esempio, mi capitò di scontrarmi con una persona convinta che il filo-semitismo del Foglio andasse ricondotto al suo direttore Giuliano Ferrara , il cui cognome non poteva che essere di origine ebraica. Vai a spiegare che né Giulianone né la sua famiglia erano ebrei, e che, per di più, Ferrara è un cognome diffusissimo, in particolare al sud, e deriva non solo dal toponimo ma anche da termini dialettali che significano fucina. Un’altra volta mi trovai a discutere con chi era sicuro che il ben più raro cognome Olanda, in quanto geografico, fosse innegabilmente israelita. Ora, non è mia intenzione far qui la genesi dei cognomi ma è bene ricordare che i toponimi sono la base di tantissimi cognomi e che non si può identificare un cognome ebraico di luogo senza conoscere la storia: ragione per la quale Gabriele Cagliari non era certamente ebreo, né ebraico è il diffusissimo cognome genovese Parodi (da Parodi Ligure), mentre israeliti erano Rodolfo Mondolfo e Gillo Pontecorvo.

A testimonianza che queste faccende vanno maneggiate senza pressappochismi (e con cautela, ovviamente) la pubblicazione di un ennesimo elenco di cognomi ebraici per mano di una community nazi-cattolica della quale si è parlato ieri con grande preoccupazione. Io non ho nessuna intenzione di linkare (e fare pubblicità involontaria) ad una congrega di fanatici antisemiti sostenitori della supremazia dell’uomo bianco; tuttavia, da appassionato studioso di storia ebraica mi sono precipitato a vedere di cosa si trattasse, ancor più perché l’elenco risultava suddiviso per città, con Genova in cima alla lista. A riprova che il fanatismo si accompagna molto spesso all’ignoranza, mi sono imbattuto in un elenco sicuramente scopiazzato da altri siti e che, nella più probabile delle ipotesi, fa riferimento a censimenti della popolazione ebraica primo ottocenteschi se non addirittura precedenti: una sequenza di cognomi spagnoli che rievoca la fuga dei sefarditi dalla Penisola iberica. Cognomi di gente in transito, nella maggior parte dei casi;  cognomi in maggioranza scomparsi dalla città da molti decenni e quasi del tutto inesistenti in Italia. Il che non significa che quelle liste di proscrizione non rappresentino un sintomo preoccupante; ma sono anche la riprova della rozzezza di certo razzismo da web che andrebbe combattuto per quel che è: farneticazioni di un gruppuscolo d’imbecilli.

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4 commenti leave one →
  1. 22 marzo 2012 18:39

    Sono d’accordo. Non è che le farneticazioni da imbecilli non vadano combattute (anzi), però vanno combattute con gli strumenti giusti, perché non si può ‘sprecare’ visi civica e polemica per il primo idiota. E’ bene tenere le energie per le battaglie vere.
    (Mi viene in mente, per contrasto, la polemica su Dante, dove ancora una volta sarebbe il caso di liquidare il tutto all’imbecillità ignorante di chi ha scritto quelle gratuite scempiaggini).

  2. 23 marzo 2012 12:00

    Intendiamoci ‘povna: io sono convinto che questi folli sostenitori del white power vadano demonizzati e perseguiti laddove possibile. Tuttavia, mi sembra un po’ isterica tutta questa polemica attorno a presunte liste di proscrizione quando, nella maggior parte dei casi, i siti nazi copincollano informazioni (spesso sbagliate o comunque approssimative) tratte da pagine web a carattere storico (lo è, ad esempio, la fonte sui cognomi ebraici genovesi). Isterica perché mentre quattro imbecilli si scambiano cognomi ebraici (cognomi che, mi ripeto, nella maggior parte dei casi in Italia sono spariti) un tizio voleva farsi saltare in aria davanti alla sinagoga di Milano e un altro ha fatto fuori 4 persone in una scuola di Tolosa.

  3. 28 marzo 2012 19:53

    Le liste che i quotidiani pubblicano servono solamente a fomentare l’antisemitismo – o il filosemitismo – latente in ogni gentile.
    I sondaggi per i quali un quarto – un quarto! – degli italiani non considera parimenti italiani i concittadini di religione ebraica, quando questi lo sono da prima delle invasioni barbariche e straniere che via via han modificato il dna di chi abita lo Stivale, o l’ancor maggior percentuale di chi diffida degli stessi concittadini per una supposta «doppia obbedienza» alla Repubblica e allo Stato di Israele la dicon lunga.

    Dal canto mio, penso che l’antisemitismo sia connaturato nella specie: il sospetto verso chi non puoi distinguere, verso una quinta colonna che starebbe tramando alle tue spalle, è un sentimento facile al quale delegare le proprie frustrazioni.

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