Skip to content

come non gestire un’emergenza

5 febbraio 2012
by

Per chi, come me, ha passato un’intera notte sul treno, fermo a Termini, mentre a Roma la neve cadeva come sulle Dolomiti, abbandonato a sé stesso, senza annunci, senza comunicazioni, senza riscaldamento (è successo ai passeggeri di un altro vagone), senza coperte, senza viveri, senza che nessuno si sia premurato di informarsi sulle nostre condizioni e soprattutto di farci sapere quando e se saremmo ripartiti, beh, vien proprio da pensare che Trenitalia sia un’azienda di merda. E vien da chiedersi come sia possibile non già che gli scambi della stazione Termini si siano tutti guastati causa congelamento, ma come non si sia previsto in caso di emergenza la distribuzione di viveri, di coperte, l’allestimento di sale riscaldate in quella che è la più grande stazione d’Italia. Non è spirito di vendetta auspicare la caduta di qualche testa: e non certo dei pesci piccoli, di quel capotreno che per sette ore non ha dato neppure un annuncio, che si è rincantucciato chissà dove, che, neppure una volta acclarato che il treno non sarebbe ripartito, alle 7 e più del mattino, non si è premurato di avvertire i passeggeri di scendere e cercare soluzioni alternative. No, visti i molti, troppi casi analoghi al mio, spesso anche più sfortunati, di convogli abbandonati in mezzo al nulla, sotto la neve, senza che i passeggeri avessero alcun servizio di emergenza, vien proprio da pensare che il pesce, in questo caso, puzzi dalla testa. E che sia il momento di gettarlo nella spazzatura.

Annunci
9 commenti leave one →
  1. 5 febbraio 2012 19:13

    Fraternamente: coglione, la prossima volta scrivi. Cosa passi una notte sul treno. Fossi anche stato già bloccato dalla neve, come sono stato, avrei spedito un amico a prenderti.

    E annamo, no.

  2. 5 febbraio 2012 19:19

    Spesso sono coglione ma in questo caso c’è un dettaglio da non sottovalutare: non ci è mai stato detto che il treno non sarebbe ripartito. Anzi, il tabellone orario al binario veniva costantemente aggiornato: prima 1:10, poi 1:40, poi 2:40, poi 3:50, poi 5:10. Alla fine, stremato, mi sono addormentato, con cappotto guanti sciarpa cappello e cappuccio addosso. Alle sette, al mio risveglio, eravamo sempre nello stesso luogo.
    Ce l’avessero detto subito…beh, ho famiglia a Roma, ho molti amici pronti ad ospitarmi (o almeno così dicono sempre).

  3. 5 febbraio 2012 19:30

    Mi sfugge la tua appartenenza etnica. Non che importi, eh. Ma, oltre a cercare un buon avvocato, io sarei sceso dal treno. Qualunque impegno all’indomani non vale la buona salute.
    Puoi mica fidarti degli italiani. I trenitaliani, poi.

    • 5 febbraio 2012 19:34

      L’unica volta che son sceso, son tornato in carrozza di corsa battendo i denti dal freddo!
      Fino ad ora ho trovato un buon giornalista (che ha pubblicato la cosa oggi sul suo giornale) e, forse, un buon avvocato.
      Purtroppo nutro sempre speranza che i trenitaliani imparino dai loro sbagli

  4. 5 febbraio 2012 22:09

    A me successe l’anno passato: concordo in toto. Anche perché ogni anno le “inaspettate emergenze” si replicano. Senza che si trovino soluzioni.

    • 5 febbraio 2012 23:36

      vorrei solo aggiungere una cosa che è in qualche modo in tema col tuo ultimo post sul “lavoro”: e cioè che nella mia ormai articolata esperienza di viaggiatore su lunghe percorrenze la cosa migliore offerta da Trenitalia è quel personale introdotto più di recente. Alludo a quei tantissimi giovani controllori, con contratti spesso precari, molto disponibili, sempre gentili, in grado di aiutare gli stranieri con un inglese spesso fluente. Nulla a che vedere coi ferrovieri 50-60enni: sarò sfortunato io, ma nella maggior parte dei casi i capitreno agé in cui mi imbatto sono senza cordialità, dall’aria strafottente, totalmente disinteressati al cliente. Quel che io definirei un popolo ipersindacalizzato e supergarantito che, qualsiasi cosa faccia, anche imboscarsi chissà dove nel momento dell’emergenza, sa che la passerà liscia.

      • 5 febbraio 2012 23:51

        Shylock, d’accordissimo! Io il treno lo prendo tutti i giorni, da pendolare (ma un paio di volte a settimana su discrete percorrenze, 180 km, e sempre su una tratta molto turistica straniera); e poi lo prendo un paio di volte al mese per andare al nord. Bene, la mia esperienza è stata uguale alla tua. I controllori ‘nuovi’ sono bravi, gentili, competenti, sono disponibili e hanno senso dell’umorismo (il che non guasta), cercando di prevenire (tipo: passano 10 min prima se il treno nasce dalla stazione nota e ricordano in inglese di timbrare), spiegano in inglese e, nel caso, multano senza rancore. Il popolo ipersindacalizzato lo conosco anche io e sono d’accordo. E ripeto, come ho detto da me, che uno solo di questi è già troppo, perché vive coi nostri soldi…

Trackbacks

  1. fratelli di pregiudizi « shylock

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: