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come non fare una tesi di laurea

30 settembre 2011
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Se fosse per me, passerei le giornate su Wikipedia, bighellonando da una voce all’altra. Ho una tale passione per l’enciclopedia digitale che la leggo in più lingue, passando dall’italiano all’inglese, dal francese al tedesco. Mi diverto tantissimo a consultarla ma non per questo la considero una fonte sempre affidabile. Qualche giorno fa, nel pieno della lettura di Tonio Kroeger (come ho potuto non apprezzarlo al liceo!?) mi sono imbattuto in una tesina di una studentessa di Trieste che l’ateneo, come ormai sempre più spesso accade, aveva reso visibile online. Quel che mi ha subito stupito è che la laureanda (non una studentessa delle medie), nelle note facesse riferimento a Wikipedia. Ora, mettiamo anche che la voce Thomas Mann l’abbia controllata un validissimo germanista o un giovane dottore di ricerca specializzato nell’autore tedesco; ma, da accanito frequentatore dell’enciclopedia, vi posso assicurare che gli errori macroscopici non mancano. In uno davvero grossolano mi ci sono imbattuto proprio ieri: stavo consultando in inglese la lista degli West European Jews (ci sono arrivato facendo serissime ricerche su un cancelliere tedesco di presunta origine ebraica) quando ho notato l’enorme spazio dedicato agli accademici italiani. C’è un piccolo particolare, quella è una lista bufala diffusa in rete da un gruppo di antisemiti (o antisionisti, come si definirebbero loro). Ricordate che, anni fa, circolò un elenco di 162 docenti universitari ebrei accusati di far parte di una non meglio precisata lobby ebraica? Quei nomi li potete trovare ora su Wikipedia. In quella lista c’è di tutto, da noti docenti di origine israelita ad oscuri professori che di ebraico non hanno assolutamente nulla (ve lo posso assicurare perché qualcuno, di quella lista, lo conosco personalmente, e all’epoca si discusse proprio di quell’assurdo e pericoloso elenco e, per di più, della sua totale insensatezza).

Ora, come la mettiamo se uno studente inglese o americano, svolgendo una tesi di laurea sugli ebrei italiani, si affidasse totalmente a Wikipedia? Finirebbe nelle mani di un branco di neonazisti e attribuirebbe la patente di ebraicità a chi non ha nessun requisito per averla.

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13 commenti leave one →
  1. 30 settembre 2011 15:58

    beh, innanzi tutto, visto che è wiki, si può provvedere a correggerla… fai tu o faccio io?

  2. 30 settembre 2011 16:00

    c’e’ un altro punto secondo me ancora più insidioso. Wikipedia e’ una fonte che cambia nel tempo proprio perché costantemente editata. Questo rende proprio impossibile il suo utilizzo come fonte… certo che e’ un bel problema!

    • 30 settembre 2011 16:07

      Guarda, io credo che per uno studente questo sia l’ultimo dei problemi: scopiazza dove può e non si pone certo i tuoi stessi interessanti interrogativi. C’è di più: quel che è emerso dalla recente convention Wikipedia di Haifa è che la maggior parte delle voci non vengono aggiornate. Per cui semmai il problema è proprio la permanenza dell’errore!

  3. 30 settembre 2011 16:00

    @ suibhne: ma se la correggiamo poi il mio link andrà in fumo!
    beh, potrò scrivere un post sulla nostra meritoria azione…

    • 30 settembre 2011 16:07

      beh, se vuoi far vincere il particulare sul politico…

      😉

      • 30 settembre 2011 16:11

        ce li vedo già i miei futuri biografi a spulciare il blog alla ricerca di segni di cedimento: e invece no, che il politico vinca sul particulare!!
        Ma come si dice in questi casi, vai avanti tu che a me…beh, che io non ho un account su wikipedia!

  4. 30 settembre 2011 22:18

    Come dico sempre ai miei tesisti nell’altro mondo quando li pesco a citare wikipedia, non solo non si può per tutti i motivi che hai elencato (e che sottoscrivo), ma anche perché, per l’appunto, per avere (su un certo argomento, e non certo su tutto lo scibile) la capacità di controllare se wikipedia sia affidabile devi prima esserti specializzato a sufficienza su quell’argomento senza wikipedia…
    Poi, che c’entra, qualcuno di loro ci prova comunque, e a quel punto, son dolori…!

    • 1 ottobre 2011 09:48

      tutto molto vero quel che dici, Povna. Ma toglimi solo una curiosità: cosa intendi per tesisti nell’altro mondo? Perché non so se immaginarmi percorsi danteschi (anche lì si usa Wikipedia?) o spostamenti transocenanici

  5. 1 ottobre 2011 10:02

    per me l’altro mondo è quell’altro, diciamo ambiente educativo, rispetto alla scuola, in cui lavoro… (scusami, è definizione che uso su Slumberland e che ogni tanto mi scappa altrove). Diciamo che i più la chiamerebbero università…

  6. 1 ottobre 2011 10:10

    La definizione è calzante: ogni volta che esamino all’Università ho anch’io la sensazione si sia nell’altro mondo e si sentano cose dell’altro mondo!

  7. 1 ottobre 2011 12:49

    Ma infatti… Altro che perle di scuola superiore… (e vedessi che cosa non sento dire dai colleghi!)

  8. 3 ottobre 2011 03:20

    Quel che mi lascia ancora più perplessa è il fatto che un relatore accetti il riferimento a Wikipedia nelle note!

    • 3 ottobre 2011 09:10

      beh, forse diamo per scontato che il relatore l’abbia letta, e con attenzione, ma spesso non è così.

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