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tutta colpa di Croce?

24 settembre 2011
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Qualche giorno fa l’insostenibile Edoardo Camurri (ma dove l’hanno trovato?) leggeva dai microfoni di Radio3, tra risatine e frasi enfatiche, un articolo tratto da non ricordo bene quale quotidiano in cui imprecisati scienziati pare addebitassero alle idiosincrasie crociane i ritardi italiani nell’ambito scientifico e soprattutto l’impopolarità di cui le discipline scientifiche godono nelle patrie accademie. Polemica vecchia, quella contro Benedetto Croce, che – dopo sei mesi passati accanto alla sterminata biblioteca del filosofo napoletano – credo qualche fondamento possa averlo.

A mia volta totalmente e colpevolmente digiuno di scienza, ho cercato di capire qualcosa sull’affascinante esperimento del Cern imbattendomi nel commento che Carlo Rubbia ha scritto oggi sul Corriere della Sera. Ebbene, non ci ho capito nulla, si parla di “eventi di neutrino”, di “simultanee, dirette osservazioni provenienti dalla stella e dei neutrini che furono consistenti con un arrivo simultaneo e una velocità pari a quella della luce, che fu direttamente misurata e non calcolata come in Opera”. E allora mi è venuto in mente che se questo è il modo in cui si esprime il premio Nobel per la fisica sul più venduto quotidiano italiano, beh, forse non è tutta colpa di don Benedetto.

 

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6 commenti leave one →
  1. 25 settembre 2011 11:17

    Credo d’aver letto quell’articolo. Quest’agosto, suppongo, su La Stampa o Il Foglio. Attaccava don Benedetto e Gentile ma – privo come sono di qualsiasi mentalità scientifica, positivista o empirista – non ne ho conservato memoria.
    Non che giudichi la revisione storiografica sbagliata in sé. Al contrario. Non mi parse aggiungesse nulla, però, al dibattito sul presente.

  2. 26 settembre 2011 09:06

    il fatto che tu ne abbia letto uno anche ad agosto, e che la settimana scorsa ne sia uscito un altro con la stessa accusa, dimostra che gli scienziati hanno la tendenza ad autoassolversi; che Croce è assurto a vittima sacrificale, dal momento che lo si accusa di un po’ tutti i ritardi del nostro paese, come se in Italia ci fosse una dittatura crociana; ma dimostra anche una certa riluttanza della nostra cultura umanistica (Croce in primis) a cimentarsi con la scienza.

  3. 27 settembre 2011 19:10

    Posso concordare col tuo secondo punto, se non altro per la mia sbadiglievole allergia che mi porta – essendo profondamente consapevole di quanto sia sbagliato – a ritenere la scienza materia da scienziati. Come per i numeri, il mio cervello pigro m’impedisce anche solo di avvicinarmi.
    Sul povero Croce vittima sacrificale e responsabile di ogni ritardo italiano, bah, ogni tanto bisogna prendersela con qualcuno. Per quanto grande influenza lui e Gentile, lui o Gentile, abbiano avuto, ho l’impressione che siano cambiati i tempi e i riferimenti culturali. Ammesso ce ne siano ancora.

  4. 27 settembre 2011 19:14

    Appunto, ad avercene di riferimenti culturali, anche se manchevoli e pregiudiziali!

  5. 27 settembre 2011 22:14

    Il colpevole non è Croce, ma gli intellettuali italiani, che invece di valorizzare il pensiero di Enriques e vailati, sono andati dietro alla paccottiglia filosofica del neoidealismo. E degli italiani che hanno visto in quel modo confuso di fare filosofia una guida.

    • 28 settembre 2011 20:30

      forse a riprova di quel che dici, son dovuto andare a cercare Vailati su Wikipedia, ché non lo avevo mai sentito nominare!!

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