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al punto di partenza

24 settembre 2011
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“L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova repubblica. Mai come in questo momento l’Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato”.

(S. Berlusconi, discorso di Arcore del 26 gennaio 1994)

A rileggere questo passaggio tratto dal discorso della “discesa in campo” di Berlusconi, sembra che questi 17 anni non siano mai trascorsi, sembra di essere ancora al punto di partenza, tra debito pubblico esorbitante, classe politica sputtanata e corrotta, compagnie di profeti e salvatori. Sembra che questi 17 anni non siano passati anche perché tutto quello che Berlusconi enuncia nel suo memorabile discorso programmatico non è stato né portato a termine né, nella maggior parte dei casi, iniziato. Sembra che questi 17 anni non siano mai trascorsi anche perché gli uomini dell’opposizione appaiono sempre uguali a loro stessi: “ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato, leggete la loro stampa. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare il Paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna”.

Un discorso davvero memorabile, quello di Berlusconi: semplice, chiaro, concreto ma fortissimo, con una visione del mondo alle spalle, un progetto reale, tangibile e un programma per la rinascita del Paese. Parole al vento, a rileggerle oggi.

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7 commenti leave one →
  1. 24 settembre 2011 12:10

    pure allora non e’ che sembrassero particolarmente ponderate…

  2. 24 settembre 2011 12:17

    guarda, indipendentemente da quel che si può pensare del Cavalier Banana, e tu sai che io non ho mai pensato bene di lui, a rileggere analiticamente il suo discorso, si resta esterrefatti dalla sua forza: che piaccia o meno, c’è una visione del mondo, misure concrete, programmi, simboli e fatti. Esattamente come i discorsi di tutti gli statisti o gli aspiranti tali.
    E il punto sta proprio lì, perché se Berlusconi si sta forse distruggendo da solo, come sosteneva sul Corriere qualche giorno fa l’insostenibile Antonio Ricci, ci si è sempre illusi che per batterlo non ci si dovesse cimentare con programmi, sogni, simboli, fatti e parole al vento. Io non riesco a ricordare un discorso memorabile di Prodi, di D’Alema, di Rutelli, di Veltroni, di Bersani. O mi sbaglio?

  3. leppie permalink
    24 settembre 2011 13:21

    Shylock, ma l’idea che quel discorso fosse già tutto teatro non ti sfiora?

  4. 24 settembre 2011 14:00

    Leppie, la politica è anche teatro (e non è così scontato saper fare del buon teatro); dovrebbero essere gli elettori a rendersi conto a posteriori se quello era solo teatro cacciando, di conseguenza, il politico/teatrante, o se oltre lo spettacolo c’era qualcos’altro

  5. 25 settembre 2011 11:19

    Forse, effettivamente, gli ultimi diciassette anni non ci sono stati. Complici tutti, se non altro per inettitudine, abbiamo vissuto in una bolla. Nell’intervallo fra un’interruzione pubblicitaria e l’altra.

  6. 26 settembre 2011 09:21

    no no, Sejo, io credo che questi 17 anni ci siano stati eccome e abbiano indubitabilmente contribuito a peggiorare il nostro Paese sia nella sua vita politica che nel suo spirito. Da parte mia sono pessimista, perché non vedo grandi possibilità di uscirne, ma spero ovviamente di sbagliarmi

  7. 27 settembre 2011 19:12

    Merda. E io che ci speravo. Porterei ancora la quarantaquattro e non avrei quegli stupidi capelli bianchi.

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