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rotture (o anche: ascoltando Giovanni Lindo Ferretti)

9 settembre 2011
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Appena sveglio, stamane, ascoltando Cronaca divina dei Pgr, ripensavo agli insulti che si è preso Giovanni Lindo Ferretti, neo-fedelissimo di santa romana Chiesa e da domenica scorsa collaboratore dell’Avvenire, accusato di incoerenza e di “non esser più se stesso”. E mi chiedevo se quelli che lo attaccano così aspramente non hanno desiderato anche loro almeno una volta nella vita di “non essere più se stessi”, cosa che a me accade più o meno ogni giorno quando mi sveglio in ritardo, quando rimando a scrivere l’agenda del da farsi, quando cazzeggio lungamente sul web, quando procrastino la scrittura di un libro e di una mezza dozzina di altre cosucce, quando evito di andare a correre e penso tra me e me: quanto vorrei essere un altro me stesso!

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14 commenti leave one →
  1. 9 settembre 2011 18:05

    forse e’ solo un modo sbagliato di esprimersi.. il problema di Lindo non e’ quello di non essere più se stesso, ma di aver perso completamente il senno!

  2. 9 settembre 2011 18:13

    il suo articolo su “Avvenire” confermerebbe la tua tesi, eu. ma se in realtà il senno non lo avesse mai avuto? e se il suo genio fosse l’altra faccia della follia? oggi canta le lodi del Signore ma un tempo cantava le lodi del sovietismo (per quanto intinto in salsa emiliano-romagnola).

  3. leppie permalink
    9 settembre 2011 18:46

    Ma lui è sempre se stesso, uno che ha bisogno di un’idea forte a cui aderire…

    • 9 settembre 2011 18:58

      hai ragione pure tu, caro leppie. ma se anche non fosse se stesso, che male ci sarebbe all’incoerenza? in fondo, sono passati più di vent’anni dai cccp e credo che dopo il crollo dell’urss, la fine del comunismo, il tramonto dell’occidente, la fine delle certezze, ferretti abbia il sacrosanto diritto di cambiare idea, santo, mania

      • leppie permalink
        10 settembre 2011 19:27

        Eh, è il problema dei profeti… Perché in fondo a Ferretti fare il profeta non dispiaceva, no?

        • 11 settembre 2011 00:43

          beh, ora lo fa pure dalle pagine dell’Avvenire, che di profeti se ne intende

  4. rebirth010 permalink
    10 settembre 2011 20:28

    non conosco Ferretti e non leggo l’Avvenire
    vivo meglio
    ah…vorrei non essere più me stessa ogni volta che vedo il décolleté della Bellucci

    • 11 settembre 2011 00:42

      sul décolleté della Bellucci non so, cara Rebirth (ma sei un avatar di Wildwestwoman?) perché non ho mai provato la sensazione di avere un décolleté (e forse mi perdo qualcosa); perdi sicuramente qualcosa tu a non conoscere Giovanni Lindo e l’Avvenire: il primo fa musica di grandissima qualità; il secondo, è un quotidiano sobrio, certo di parte, ma attento alla cultura, al mondo, agli ultimi quanto nessun altro giornale italiano. Peccato per la grafica, tremendamente confusa.

      • rebirth010 permalink
        11 settembre 2011 09:16

        sono l’ante WW, la precorritrice
        defunta WW son tornata all’inizio della storia
        ma sempre di me si tratta 🙂

        • 13 settembre 2011 11:16

          la tua mi sembra la storia di Giovanni Lindo Ferretti. Un motivo in più perché tu corra ad ascoltare la sua musica!

  5. 12 settembre 2011 18:39

    Un vero punk, Ferretti Giovanni Lindo. Prima scioccava i borghesi, ora anche.

    • 13 settembre 2011 11:18

      beh, ora sciocca anche gli ex punk (che forse sono pure borghesi)

      • 13 settembre 2011 12:30

        Senza voler far l’Atreyu o l’antisessantottino della situazione, la penso proprio così: quei ‘punk’ ora sono i benpensanti, il mainstream del pensiero debole. E chi se ne frega se un contadino dell’appennino tosco-emiliano – salvatosi da una o più malattie potenzialmente mortali – va a cavallo o prega la Madonna. La sua opinione vale un sessantamilionesimo, o addirittura un seimiliardesimo, come quella di ognuno di noi.
        Con la differenza, almeno con me, che sa scrivere.

        Poi, volendo sviscerare il Ferretti-pensiero, mi pare che le canzoni dei Cccp fossero già pregne non solo di misticismo d’origine cattolica ma di richiami alle tradizioni (sovietiche come cristiano ortodosse o musulmane) dei popoli. E se FGL si tien strette le sue, rivendicando la continuità storica con la sua famiglia, meglio. Si fosse fatto monaco tibetano, ferma restando la rispettabilità della cosa, sarebbe stato più discutibile.

        Lunga vita.

        • 13 settembre 2011 12:51

          non sono esperto di percorsi biografici degli ex punk ma, generalizzando, sui sessantottini la penso come pasolini: sarei stato dalla parte dei poliziotti.

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