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la persistenza delle emozioni

5 settembre 2011
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Mentre occupavo il mio tempo a raccogliere tutte le possibili informazioni sulla navigazione lungo il Po scoprendo che “un convoglio di 2 chiatte lungo 100m è uguale a un convoglio di 80 carri ferroviari lunghi 1 km ed a una colonna di 88 camion lunga 2.8 km“, mi è tornato in mente che, come per la madeleine proustiana (guai a chi dice che il paragone non è calzante!), non è la prima volta che il contatto con quel fiume largo, suggestivo e tuttavia placido, un po’ sonnacchioso, molto italiano insomma, ha suscitato in me una forte, intima emozione. E se questa volta l’assecondo con attenzione quasi ingegneristica, la precedente acquistai assai più romanticamente un bel libro di Gianni Celati col quale lasciarmi cullare dalle tenui acque del largo fiume.

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  1. leppie permalink
    5 settembre 2011 19:26

    Mentre ascolti «il fiume e la nebbia» di Silvestri.

  2. 5 settembre 2011 19:39

    non so Silvestri, ma certamente anche la nebbia è qualcosa che mi emoziona (a meno di non essere nel mezzo di un’autostrada con visibilità pari a zero)

  3. leppie permalink
    6 settembre 2011 00:14

    Anch’io adoro la nebbia. Sarà merito di un’infanzia piena di nebbia.

  4. 6 settembre 2011 00:24

    beh, probabilmente molti di quelli che hanno condiviso con te l’infanzia ora la nebbia la detestano. la nebbia gode di cattiva stampa

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