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rubare al rubatore

26 agosto 2010
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Quello che serviva a Shylock era una rubrica sui dilemmi morali che potesse aiutare il lettore a giostrarsi fra le grandi e  piccole malefatte e le vette di purezza di cui la sua natura umana lo porta fatalmente a fare esperienza. Ed eccomi qui  per colmare questo vuoto.

“Rubare al rubatore”

Mi trovo nella piazza del mercato, un mercato molto affascinante del centro di Brussels, dove si vende modernariato e  ciaffi. E anche bici. Bici che solo un inguaribile ottimista potrebbe credere che non siano rubate. Ma nulla certifica che  lo siano e i prezzi non sono da bici rubata, piuttosto da seconda mano. Trovo una bici meravigliosa che fa al caso mio.  Chiedo allora del mercante, che però è assente. Chiedo ai mercanti intorno, nessuno lo conosce, nessuno sa dov’è.  Aspetto. Aspetto. Prendo la bici e me ne vado, rubandola quindi.

Ora, è la mia azione perseguibile moralmente? E’ di sicuro un furto, ma è vero che così facendo non ho alimentato il  mercato delle bici rubate iniettandovi il mio contante. E se un giorno, non avendo più bisogno della bici, la regalassi ad un amico che ne ha bisogno? E se la vendessi e devolvessi i soldi ad una associazione contro i furti di bici?

ebu

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8 commenti leave one →
  1. 26 agosto 2010 17:34

    1) credo che i nostri lettori non bolognesi abbiano il diritto di sapere cosa sono i ciaffi
    2) (non sforzatevi di capire, è un messaggio criptico e cattivo per il solo ebu) siete degni di bonny&clyde

  2. ebu permalink*
    26 agosto 2010 18:12

    Ciaffo… oso una definizione: “manufatto che si pone sul limite sottile fra le cianfrusaglia e l’oggetto dotato di un valore di mercato. Nel caso di acquisto, l’oggetto perde istantaneamente il suo valore e si svela in tutta la sua inutilità pratica e nullità economica. Ma è troppo tardi”.

  3. 26 agosto 2010 18:47

    nulla da dire sul punto 2? aggiungo: chi va con la zoppa impara a zoppicare

  4. wildestwoman permalink
    26 agosto 2010 19:04

    hai rubato tu la mia bici???
    è un furto, non girare intorno alle cose…

  5. 26 agosto 2010 19:16

    Il corretto neologismo italiano per ciaffo/i è ‘cianfrusagliato’: categoria merceologica nella quale si infila dal finto artigianato etnico al modernariato da soffitta.
    Rappresenta secondo alcune proiezioni una fetta considerevole del commercio al dettaglio contemporaneo.

  6. 26 agosto 2010 19:25

    wild: se non l’ha rubata ebu/clyde, sarà stata bonnie/amante di ebu

    sejo: il tuo commento così come quello di ebu mi suggeriscono l’opportunità di dedicare una categoria del blog all’esegesi del dialetto bolognese

  7. leppie permalink
    28 agosto 2010 16:34

    E se il tuo nerboruto vicino di casa fosse il venditore, e ti vedesse arrivare con la (non) sua bici?

  8. ebu permalink*
    29 agosto 2010 09:35

    @leppie non puoi ricondurre tutto sul piano, basso, dell’utilità. Per non dire che l’idea che il venditore sia il mio vicino rasenta la paranoia… Ok, vado a ridipingere la bici, ihihih

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