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capitalismi da risveglio

23 luglio 2010
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Non ho mai capito se dare credito a Massimo Cacciari come studioso e come politico. E’ per questo che son rimasto incerto di fronte alla definizione che il filosofo veneziano ha voluto dare del capitalismo, “inteso come un formidabile sistema sociale e culturale che produce una spinta smisurata verso la creazione di nuovi bisogni”.

Una definizione che deve molto al “culturalismo” di Max Weber e Werner Sombart e che fa coincidere l’economia di mercato con la società dei consumi. Il capitalismo è una mentalità, è solo un modo di produzione, è una scuola di pensiero, è lo strumento di un’élite? E l’economia di mercato non poteva che giungere a questi lidi, tra griffes e status symbol?

Continuo a non sapere se dare credito o meno a Massimo Cacciari, anche se son bei dubbi con cui svegliarsi al mattino.

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2 commenti leave one →
  1. Francesca permalink
    10 agosto 2010 11:42

    Non lo so neanch’io, ma ci sto riflettendo. Di sicuro è un sistema che si basa sulla seduzione dell’immaginario per la vendita e sullo sfuttamento delle nazioni in crescita per la produzione. Come dice Naomi Klein.
    Io aggiungo che il potere seduttivo generato dal capitalismo è incredibile, arriva ciclicamente a conquistare anche coloro che sono sfruttati come motore produttivo che diventano consumatori e sfruttatori. E’implicito che un sistema del genere arriverà ad un punto di saturazione. Dopo? Chissà, anche se io ho studiato Arte e non Economia… 🙂

  2. 15 agosto 2010 20:44

    grazie per il messaggio, francesca. il mio dubbio è: il consumismo è l’ultimo (e “necessario”) stadio del sistema capitalistico, oppure è il prodotto di una cultura secolarizzata, del disincanto del mondo per usare un’espressione weberiana? probabilmente è la combinazione di più fattori, e a questa degenerazione (non posso esimermi da dare un giudizio di valore) hanno contribuito tanto la cultura quanto il sistema economico, tanto lo spirito religioso quanto gli orientamenti politici.
    tuttavia, e la domanda rimane senza risposta, è pensabile un’economia di mercato senza derive consumistiche?

    beh, se vuoi, a te la risposta 😉

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