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Aveva ragione Kaczynski

21 luglio 2010
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Inizio a pensare che i polacchi non abbiano torto ad odiare l’Europa. Ogni volta che spiego dove passerò le mie vacanze, in viaggio tra Varsavia e Cracovia, scorgo nei miei interlocutori sorrisini di stupore o di riprovazione. E puntualmente rispondo a domande oramai rituali: ma perché la Polonia? Lo sai che è un paese estremamente rurale e conservatore? Ma che ci sarà da vedere?

Sì, lo so che è un paese rurale, che i polacchi sono cattolicissimi, che gli idraulici di Poznan e di Lodz sono pronti ad invadere le nostre città, ma insomma, Cracovia deve essere una successione di monumenti, Lublino è quella del mago di Singer e Varsavia una capitale dinamica e giovane! Ci sono ricascato, son finito ancora a giustificarmi, come se il vostro viaggio from Charleston to Eureka coast to coast o le vostre peregrinazioni nei villaggi del Punjab fossero meno esotici del mio tragitto nella terra più spartita e più sfigata d’Europa.

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16 commenti leave one →
  1. 21 luglio 2010 14:23

    Ci son stato. Bel viaggio. Lo ricordo con piacere. Che paesaggi. Mai vista una pianura così. E che larghi i loro fiumi. Attraversarli su chiatte è stato divertente. La cosa più eccitante, invece, che ho fatto dev’esser stata mangiare due costolette alla brace nella piazza del mercato di Kazimierz, di notte, dopo aver incontrato mio fratello e il suo amico Sandro, che tornavano in auto dall’Ucraina. Oppure pulire le tombe del cimitero giudaico poco più in là, una mattina.
    Nondimeno, se si trova il tempo, un salto sui Carpazi va fatto: barbecue molto più grandi.

    A Cracovia, la città più carina, grande quanto un francobollo e priva di qualsivoglia monumenti, con quell’aria boheme fra Parigi e il villaggio di Frankenstein Jr., suggerisco di cenare al Guliwer: si trova al numero 6 della Bracka, una traversa della Franciszkanska. Mi spiace non ricordare, invece, il nome di un altro ristorante, il migliore fra i kasher. Era sulla piazza della vecchia sinagoga. Ne conservo un buon ricordo. Il pollo marinato in vino rosso era delizioso.

    In ogni modo, buon viaggio.

  2. wildestwoman permalink
    21 luglio 2010 15:01

    i viaggiatori, quelli veri, ti capiscono e ti apprezzano

    ho viaggiato negli ultimi 12 anni in posti del nordeuropa fuori da rotte turistiche (mai incontrato italiani, tranne qualche raro camper, on the road, il che la dice lunga)
    ad accompagnarmi qualche romanzo di autori autoctoni, tanto per entrare meglio nello spiritus loci

    quest’anno invece ho ceduto alle insistenze della più piccola: mare caldo e lingua italiana, ma è stato bello ed emozionante lo stesso

    ti invidio 🙂

    poi ci racconterai?

    • 21 luglio 2010 15:20

      grazie ad entrambi che avete preso sul serio le mie vacanze.

      @ sejo: vorrà dire che anche senza monumenti, mi insinuerò nel centro della città magari anche solo a caccia del tuo ristorante perduto.

      @ ww: racconterò (se ci sarà da farlo). ma parto tra 15 giorni! intanto sono alla ricerca di romanzi polacchi. il meno deludente (in materia di risvolti di copertina) è la fortezza di singer. poi seguirà la famiglia moskat

      • 21 luglio 2010 21:16

        L’unica cosa più seria delle vacanze è il gioco, Shylock. Non concordi?

        In ogni modo, è un gran bel viaggio. Fa’ solo attenzione: il ristorante perduto non è nel centro di Cracovia ma a Kazimierz, che era una cittadina alle sue porte e poi ne è stato il quartiere-ghetto. Ti divertirai: è come una città doppia. Doppia piazza del mercato, doppi luoghi di culto, doppio circuito turistico. Esilarante.
        E la gente è divertente: poliziotti in t-shirt che fan più paura degli ubriachi, ragazzine con passeggini e profumo di distillato di prugne al mattino, ovunque.

        Confesso, ne provo nostalgia.

  3. 21 luglio 2010 16:36

    ci sono stato. Cracovia è splendida, Varsavia grida vendetta, in mezzo c’è la pianura e treni bislacchi costruiti dalla Fiat. E’ un bel viaggio, ma quando l’ho fatto io serviva ancora il passaporto e – quindi – era davvero un viaggio esotico…

    • 21 luglio 2010 17:09

      d’ora voi consultero voi prima di un viaggio: siete così incoraggianti!
      il passaporto me lo porto lo stesso, nel caso in cui qualcuno decidesse di invadere la polonia mentre io sono in ferie

      • 21 luglio 2010 21:44

        è che ormai perché bisognerebbe invadere la Polonia? a parte ottenere i sussidi agricoli con cui dissangua l’Unione, intendo…

  4. wildestwoman permalink
    21 luglio 2010 18:48

    Ryszard Kapuściński: non ho mai letto niente di lui, ma sembra un autore moderno (è morto 3 anni fa) che forse fa al caso di un viaggiatore del terzo millennio.
    Traggo da Wikipedia:
    * Il cinico non è adatto a questo mestiere: conversazioni sul buon giornalismo (a cura di Maria Nadotti) (E/O, 2000)
    * L’incontro con l’Altro: la sfida del XXI secolo (Forum, 2006)
    * Solo chi indossa tela grezza…: immagini dall’Africa (Istituto polacco di Roma, 2006)
    (Mostra fotografica in occasione dell’inaugurazione della Biblioteca europea, 24 ottobre 2006)
    * Ho dato voce ai poveri: dialogo con i giovani (Il Margine, 2007)
    * Opere (Mondadori, Meridiani, 2009)
    (comprende Il Negus, La guerra del football (parziale), Shah-in-shah, Imperium, Ebano, In viaggio con Erodoto, Lapidarium (parziale) e Taccuino d’appunti)
    * Perché é morto Karl von Spreti. Guatemala, 1970 (Il Margine, 2009)
    (prefazione di Adolfo Pérez Esquivel)

    Poi c’è Conrad, all’anagrafe Józef Teodor Nałęcz Konrad Korzeniowski ma questo, di sicuro, lo conosci già…

    • 22 luglio 2010 13:30

      Ho divorato romanzi di Conrad per tutta l’adolescenza. Purtroppo, però, neanche l’ombra di un riferimento alla sua patria.

      Kapuscinski ha scritto un reportage polacco, Giungla polacca, ma è popolato di contadini smarriti e vagabondi rubizzi. Non è proprio il mio genere.

      Molto interessanti sembrerebbero essere invece le storie di Kazimierz Brandys, nella maggior parte dei casi, però, fuori catalogo (è edit0 da e/o). Vado avanti con Singer che è meglio 😉

  5. 21 luglio 2010 21:07

    Io sono forse influenzato dal fatto che la mia compagna è polacca (di Lublino, quella del mago Singer), ma adoro la Polonia e devo dire che ho anche mangato bene (cose che ho faticato a far credere ai miei amici italiani). Cracovia è una della mie città preferite. Buon viaggio!

    • 22 luglio 2010 13:32

      Hai qualche posto speciale da consigliarmi a Lublino? Non mi sembra vero di aver trovato così tanti estimatori della Polacchia

      • 22 luglio 2010 20:53

        Skansen è una specie di parco con la ricostruzione delle antiche abitazioni della zona, la chiesa dei domenicani (Kosciół Dominikanów) è considerata un gioiello barocco, ma io non me la ricordo. Nel castello c’è una bella cappella e da qualche parte c’è il campo di concentramento di Majdanek. C’è anche un piccolo villaggio carino chiamato Kazimierz Dolny a qualche chilometro di distanza dalla città.
        Cibo: Sielsko Anielsko nella città vecchia e Chata.
        Ah, nella città vecchia è buona norma stare nelle vie più frequentate.

  6. 22 luglio 2010 23:15

    A me manca la Polonia, ma come sempre basta tenersi alla larga dai luoghi comuni per apprezzare ciò che ancora non si conosce. Poi i viaggi sono scoperta e se si pensa di conoscere già tutto, allora è meglio starsene a casa a criticare e bestemmiare.

    • 23 luglio 2010 09:46

      gli alberghi non costano niente! con quel che spendo in un 5 stelle a varsavia avrei preso una stanza in una pensione del cuneese con vista su parcheggio.

  7. 23 luglio 2010 20:02

    Come darti torto, conosco bene i prezzi delle località balneari nostrane, specie quelle Sarde.

Trackbacks

  1. esotismi aeronautici « shylock

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