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25 febbraio 2008
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La storiografia ebraica “dopo la Shoah è ripiegata sull’agiografia: parliamo sempre di più di martiri ed eroi. La storia ebraica di ogni epoca è ridotta a storia contemporanea. E se illumini le zone d’ombra, ti accusano di dare armi al nemico antisemita”.

Ariel Toaff, intervista a Repubblica, 21 febbraio 2008.

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9 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    23 aprile 2008 20:26

    Arrivo qui da anobii (dove mi chiamo S) e non mi posso trattenere dal commentare molto in ritardo e un po’ off topic…
    D’accordo sul rischio di agiografie indiscriminate post Shoah, però se Toaff alludeva al suo libro, come tentativo incompreso di illuminare zone d’ombra etc. etc… beh mi vien da ridere! Quella zona era ampiamente illuminata, e se nulla vieta di illuminare ancora, lo si dovrebbe fare con rigore storiografico e col rispetto delle fonti. Toaff si sente vittima di un complotto antitoaffiano, quando mi pare solo una vittima di se stesso (e forse di un rapporto – AZZARDO EH – irrisolto col padre, chissà). E pensare che aveva scritto buonissimi libri di storia (quelli sì rivoluzionari, senza essere scandalistici) prima dell’indifendibile Pasque di sangue…
    Finito pistolotto.
    Grazie dello spazio, ciao
    S

  2. 29 aprile 2008 12:53

    Cara S, innanzitutto grazie per aver voluto resuscitare il mio blog, che ha di certo conosciuto giorni migliori.

    Non ho ancora letto il libro di Toaff né tantomeno quelli passati e non mi occupo, se non dilettantisticamente, di prima età moderna e di storia dell’ebraismo.

    All’interno dell’intervista dedicata all’uscita del suo volume, mi pareva interessante estrapolare quel commento che trovo valido indipendentemente dal giudizio che si voglia dare di Pasque di sangue. Sulla storia di Israele, del popolo ebraico (ma la cosa varrebbe per molti altri ambiti di studio), non si confrontano argomentazioni scientifiche bensì posizioni ideologiche e politiche.

    Hanno ragione gli israeliani ad infuriarsi quando li si accomuna ai nazisti facendo una criminale equiparazione tra seconda guerra mondiale e crisi mediorientale (attenzione: criminale nel senso che ogni fenomeno storico ha delle specificità sue proprie per cui non può essere paragonato con leggerezza a qualcos’altro). Tuttavia, non mi pare sia un argomento valido quello di ritenere che le vittime facilmente imparino dagli sbagli (micidiali) dei loro aguzzini e si comportino come agnelli. Senza voler fare un paragone, azzardatissimo, con la situazione israelo-palestinese, non so se hai mai visto il bel film di Werner Herzog Anche i nani hanno cominciato da piccoli: in quel caso, chi ha subito ogni sorta di turpitudine, non vede l’ora di poterle commettere a sua volta, infischiandone della fratellanza universale ecc ecc.

    Riguardo al libro di Toaff, ho letto commenti che ne smontavano le tesi apportando argomentazioni ragionevoli e documentate; molto più spesso, però, mi pare sia stato attaccato tout court attraverso opinioni pregiudiziali che certo non giovano all’evoluzione della conoscenza.

    saluti
    shylock

  3. anonimo permalink
    29 aprile 2008 14:04

    Grazie a te della risposta!
    Son d’accordo sulla mancanza di equanimità e serenità in generale, quando si parla di ebrei e di Israele, e questo a prescindere dalla posizione che si possa avere in merito… Già il fatto che si DEBBA avere una posizione univoca è emblematico. Ad esempio io rivendico il diritto di criticare la politica del governo israeliano, senza perciò essere tacciata di antisemitismo. Chi accusa automaticamente di antisemitismo chiunque “tocchi” Israele, fa il gioco di chi confonde governo israeliano, israeliani, ebrei della diaspora, ebrei ortodossi, ebrei laici, etc. etc. di chi cioè antisemita lo è davvero, perché immagina l’ebreo al singolare.
    Abbasso gli schematismi, la mancanza di rispetto per le complessità e le sfumature, le generalizzazioni!
    In questo caso non riesco però a “slegare” l’opinione da chi la pronuncia. Toaff con il suo libro ha riacceso una miccia pericolosissima (con la complicità della casa editrice Il Mulino) e non è con operazioni ambigue come questa che si smontano i “teoremi”.
    Altri hanno criticato più efficacemente la storia esclusivamente “lacrimosa” degli ebrei, che la riduce a storia di un eterno antisemitismo…. da Salo W. Baron ad Hannah Arendt.
    Detto questo, tu hai tutto il diritto di pubblicare sul tuo blog (redivivo!) un’opinione che condividi, eh! Ed io – prima di parlare e scrivere tanto – vedrò di procurarmi l’intervista che hai citato e che non riesco a recuperare sull’archivio di Repubblica. Farò un giro in emeroteca.
    Grazie ancora dello spazio e ciao,
    S
    PS Mi segno anche il titolo del film, che non ho visto.

  4. 29 aprile 2008 16:19

    mentre non so se valga la pena di recuperare l’intervista a toaff, sono certo che il film di herzog (come molti suoi altri) possa suscitare in te grande interesse.

    ringrazio te per il lungo, pensoso e brillante commento.
    c’è solo un passaggio che non condivido o che non mi è chiaro, quando parli della miccia pericolosissima riaccesa da Toaff e dal Mulino: se le sue fossero state scoperte davvero significative, sarebbe una miccia innescata per valide ragioni. Se, invece, si tratta di un’ennesima trovata pubblicitaria, beh, allora è il rinnovato segno del degrado del dibatitto culturale e scientifico in Italia

    tu non hai un blog?

    ciao

  5. anonimo permalink
    29 aprile 2008 17:13

    Purtroppo è valida la seconda che hai detto Shylock… Non ha scoperto nulla di nuovo Toaff, ha fatto solo delle ipotesi non suffragate da fonti. O meglio: suffragate da “fonti” che notoriamente (visto che uno storico come lui non può ignorare la vasta letteratura storiografica sull’argomento) attestano il pregiudizio di chi voleva diffondere l’accusa del sangue, e non la verità di tale accusa.
    E’ come se uno storico accreditato, e non un fanatico x, oggi saltasse fuori dicendo che esiste un complotto giudaico massonico mondiale in base ai Protocolli dei savi di Sion!
    Scusa se insisto, ma occupandomi ormai da anni di antisemitismo, tutta questa faccenda mi ha colpito molto…
    Un caro saluto,
    S

    Avevo un blog su splinder (essedikappa), ma è in coma terapeutico da molti mesi ormai… Era una lagna continua!

  6. 29 aprile 2008 18:19

    il blog risulta defunto, forse si è suicidato in tua assenza. riguardo alla lagna, ma sarà la forma-blog che stimola a lamentarsi di tutto e tutti? come vedi, anche i miei post, ad esempio quello che ho appena aggiunto, sono all’insegna delle lacrime.

    hai scritto qualcosa sull’antisemitismo? confesso di trovare (sicuramente con errore) il tema a tal punto abusato da aver letto ben poco sull’argomento, e per lo più all’epoca della laurea, quando mi ero occupato di un giudeofobo.

    alla prossima, shylock

  7. anonimo permalink
    29 aprile 2008 19:29

    E’ vero che sembra, anzi è, un tema alla moda ormai da qualche anno, e a volte temo che questo rischi di creare effetti negativi di saturazione, se non peggio.
    Sprezzante dei pericoli, anch’io ci ho dedicato la laurea, e pure il dottorato.

    Il blog per me funzionava come il vecchio “caro diario” di quando avevo 10 anni… Ci scrivevo solo quando mi sentivo insoddisfatta o frustrata.
    Però funziona come sfogo, no?
    Buona continuazione,
    S

  8. 29 aprile 2008 23:39

    beh, oltre ad essere compagni di anobii e quasi compagni di blog, lo siamo pure di dottorato, sebbene tu lo abbia già ultimato ed io no.

    a presto
    shylock

  9. anonimo permalink
    30 aprile 2008 20:33

    Allora possiamo proprio dirci… compagni di sventura! Detto ridendo, eh… ché noi non si lavora in miniera, ecco.
    A presto,
    S

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