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antiantiamericanismo

17 aprile 2007
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Pur di non ammettere un’ovvietà, e cioè che i 200 milioni di statunitensi in armi sono un’anomalia planetaria, e che la lobby dell’industria delle pistole è strapotente, Giuliano Ferrara cerca conforto nel diavolo e nell’avanzare della cattiveria umana. Come dire, gli Stati Uniti non sbagliano mai. Semmai, è colpa del demonio.

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  1. 18 aprile 2007 00:45

    Oh dio mica l’ha scritto sul serio?

  2. 18 aprile 2007 00:48

    no, l’ha detto in tv. anzi, era la sua tesi principale a 8 1/2 di stasera.

  3. 18 aprile 2007 01:05

    Bah.

  4. 18 aprile 2007 01:15

    di certo quella strage sarebbe capitata comunque: o vieti il porto d’armi?

    in italia mancano i campus e gli asiatici disriminati dai compagni di corso, ma forse arriveranno anche in Italia.

    la notizia non riguarda il porto d’armi, ma cultura e società: al max qui gli asiatici si buttano dalla finestra-amcora—

  5. 18 aprile 2007 10:30

    Creonte, se un giorno qui in Italia mi fai arrabbiare ed io mi lascio prendere dal raptus, al massimo ti posso dare tante botte, abbastanza innocue visto che non c’ho il fisico. Se mi fai arrabbiare negli USa e nel cassetto c’ho un bel pistolone, la facilità di nuocere a te e a chi ti sta intorno aumenta. Oppure no?

    Il fatto che da 40 e passa anni queste stragi della follia succedano solo in America avrà una sua spiegazione oppure ci arriveremo pure noi, così evitiamo di andare all’origine del problema?

  6. 18 aprile 2007 15:06

    Ebbene, secondo Michael Moore l’origine del problema non sono le armi nel cassetto ma il grilletto facile. Guarda, cito Michael Moore perché persino lui (che notoriamente io detesto e considero un ruffiano superficiale) persino lui si è sforzato di andare oltre la questione delle troppe armi a disposizione. Non è molto chiaro ma la sua vera tesi in Bowling a Columbine è che gli americani sono inclini alla paranoia. Sono aggressivi e nervosi. Quindi sparano. Ecco qua un bel tentativo di andare al nocciolo del problema.

  7. 18 aprile 2007 18:20

    anche facendo lo sforzo di prendere sul serio ler argomentazioni di Moore, vorrei sapere come dimostra quella che non può che essere un’opinione controvertibile. Testimonianze di amici e parenti che hanno a lungo abitato in America (in città, però) avrebbero invece messo in risalto la mitezza americana confrontata alla nostra passionalità latina. Ma qui entriamo nell’universo del possibile.

  8. anonimo permalink
    18 aprile 2007 22:44

    Ah, io la penso come (l’apocrifo)

    John Cleese.

    Ad un popolo incapace di gestire le controversie personali senza ricorrere agli avvocati o agli psicanalisti dovrebbe essere vietato di andare in giro anche solo con un pelapatate…
    😛

  9. anonimo permalink
    18 aprile 2007 22:44

    Ehm…

    Leppie

  10. 20 aprile 2007 22:18

    Gli americani sono paranoici è vero. Hanno il mito della colonizzazione di dover fare sempre di più. Ma la grande quantità di armi in giro aiuta chi è incline a certe reazioni a fare cose pericolosissime. Qualche anno fa, quando eravamo a scuola e la maestra assegnava una ricerca, cosa facevamo: aprivamo l’enciclopedia. Oggi i ragazzi usano il computer, perchè è d’uso comune, c’è più roba e più mezzi. Se ci sono più pistole, secondo me, si spara di più

    RapidaMente

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