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una montagna scontata

26 gennaio 2006
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E’ bene che lo ammetta: ero partito prevenuto. Ero cioè convinto che il nuovo film di Ang Lee, regista tutt’altro che superlativo, sarebbe stato una delusione come sempre avviene per quelle opere destinate a farsi manifesto di una qualche causa. Brokeback mountain non è certo una boiata qualunque, ma da una pellicola così fortunata, vincitrice del leone d’oro a venezia, osannata e giudicata un capolavoro, ci si potrebbe aspettare di più. E ci si rende conto che il film non viene premiato per il suo intrinseco, discutibile valore, ma, piuttosto, per quel che rappresenta. Paesaggi da cartolina, noiose ripetizioni, situazioni scontate e soprattutto un facile mélo che ha fatto riversare un eccesso di lacrime rendono Brokeback mountain un film furbetto e politicamente corretto, che rivolta con un eccesso di schematismo il tradizionale machismo del west americano. Forse, però, in un paese come l’Italia, ultimo in Europa a concedere qualche basilare diritto alle coppie omosessuali, bisogna aggrapparsi anche a questo per il bene di una causa persa, almeno per il momento.

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13 commenti leave one →
  1. 26 gennaio 2006 18:18

    la gente è peggio dei politici: c’è gente che non ha mai votato berlusconi e ora lo farà xk ” prodi vuol fare sposare i froci”. testuale.

  2. 26 gennaio 2006 18:25

    sì, in italia c’è il mito della società civile nettamente superiore alla classe politica…temo sia però una balla, spesso, la ggente è di una sconcertante banalità e pigrizia mentale

  3. 27 gennaio 2006 00:49

    Caro shylock,
    quando ieri sera ho visto Brokeback mountain le mie alte aspettative sono rimaste un po’ deluse. Ritengo anche io che l’intrinseco valore del film non giustifichi tutti i premi conseguiti e nemmeno quelli che molto probabilmente verranno. Però non credo affatto che sia un coacervo di situazioni scontate, né un facile melò. Io mi aspettavo di piangere molto di più. In ogni caso credo che il film abbia rappresentato discretamente una realtà sulla quale si voleva stendere un velo e questo gli fa certamente onore.

  4. 27 gennaio 2006 01:44

    caro yurigu, le differenze impressioni sulla gradazione di melodramma provengono da gusti diversi. mi fa invece piacere che la delusione sia anche tua e che la tua analisi mi dia ragione.
    ciao a presto

  5. anonimo permalink
    27 gennaio 2006 12:54

    Mahh.. dissento!

  6. 27 gennaio 2006 14:10

    Io assento, invece… L’ho trovato anche un po’ noiosetto, come tutti gli ultimi film di Ang Lee, d’altra parte.

    Ma credo non lo si possa dire, pubblicamente.

    Leppie

  7. 27 gennaio 2006 15:07

    i dissenzienti sono sempre anonimi.

    leppie, ero qui che aspettavo tu mi facessi da sponda!

  8. 30 gennaio 2006 09:43

    mi cadi su queste polemicuccie shylock, non lo avrei mai detto: “i dissenzienti sono sempre anonimi”
    NON E’ VERO, io dissento !
    Il film non e’ un capolavoro (ma poi vorrei sapere che cosa intendi/amo per capolavori di cinema)pero’ e’ un gran bel film con tutti i tempi giusti del cinema, i tasti del melo’ toccati con accortezza e …al di la’ del messaggio e dell’argomento, ce ne fossero di film cosi’ tutti i mesi al cinema !
    Carter

  9. 30 gennaio 2006 13:39

    Anch’io, vista la critica osannante, mi aspettavo di piu’ e sono rimasto annoiato dalle ripetizioni e dai paesaggi eccessivi. Tuttavia si e’ affrontato un tema delicato senza lasciare nessuno spazio a chi si aspettava scene volgari. Anche questo e’ tanto. ciao.

  10. 30 gennaio 2006 16:05

    caro carter, sebbene il concetto di capolavoro sia opinabile, tutti e due convenivamo sul fatto che match point si avvicinasse quasi alla perfezione.
    se ogni mese ci fosse un film del genere al cinema, saprei che cosa non fare nella mia vita.

    a più tardi

  11. 30 gennaio 2006 16:59

    convengo ma e’ anche vero che tra tutta la muffa presentata nei concorsi e manifestazoni (da venezia ai golden globe) il film di Lee risultava davvero essere un capolavoro.

    a dopo

  12. anonimo permalink
    31 gennaio 2006 00:48

    Nahhhhhhhh…
    Io ho visto la retrospettiva di Venezia a Milano, e c’era molto meglio…

    Leppie

  13. 31 gennaio 2006 14:14

    Tutti me ne parlano come di un film mediocre…

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