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i cavalli che volano

23 gennaio 2006
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Augurarsi e credere che i cavalli volino è un gesto destinato a creare cocente delusione non appena ci si misuri con la realtà pronta a smentire tale convinzione. Ma non sempre la mente umana, se da lungo tempo portata a credere quella cosa là, riuscirà ad accettare lo smacco prendendo coscienza del proprio errore. Essa sarà pronta a partorire uno schema secondario, attraverso il quale generare un sistema di pensiero parallelo in grado di reinterpretare la realtà dandone una visione molto più consolatoria e producendo scuse di ogni tipo.

La creazione di schemi secondari, dice Luca Ricolfi, è una delle più gravi malattie contratte dalla sinistra italiana. Ecco che, “la caduta del profitto, erroneamente prevista da Marx, è solo tendenziale. La classe operaia sembra integrata e imborghesita, ma in realtà continua a essere portatrice di istanze rivoluzionarie, e i suoi interessi coincidono con quelli dell’umanità in quanto tale. I regimi socialisti instaurati in Russia e in Cina hanno “tratti illiberali” ma si tratta di una fase transitoria. La fabbrica capitalistica è nociva e alienante, la medesima fabbrica trasportata in Cina è motivo di orgoglio e strumento di emancipazione”.

 Il libro di Ricolfi è un bel regalo per la sinistra nostrana. Se lo saprà accettare.

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4 commenti leave one →
  1. 23 gennaio 2006 14:52

    ricolfi spiega bene anche dal punto di vista comunicativo.
    esempio le 3 i di berlusconi ripetto alle 3 g di Fassino: gente generazioni g—-

  2. 23 gennaio 2006 18:42

    la terza g se non sbaglio era generi. chissà che vor dì…

  3. 24 gennaio 2006 17:09

    E no, mi sa che il regalo glie l’hanno tirato dietro, a Ricolfi. Visto che recensioni?

  4. 24 gennaio 2006 19:18

    il fatto che scalfari abbia scritto malissimo del libro (nonostante il tono paternalisticamente affettuoso) dimostra che ricolfi un bersaglio lo ha centrato, quello, cioè, di ritenere che prima che l’antipatia della sinistra venga meno dovrà passare ancora un luuuungo tempo.
    l’hai letto il libro? io l’ho trovato strepitoso

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