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localismi

12 novembre 2005
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Grande successo, a Genova, per l’edizione 2006 del Salone del pesce sostenibile organizzato da quel geniaccio di Carlo Petrini. La manifestazione, come il più noto Salone del gusto torinese, ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini su un consumo critico e consapevole, nel pieno rispetto delle tradizioni locali e degli ecosistemi. Allora, mi domando però perché lo stesso rispetto non venga applicato all’uso della nostra lingua. Che l’associazione si chiami Slowfood, ok; che il salone abbia per nome Slowfish, mi va bene; ma che senso ha chiamare i fascicoletti didattici per i bimbi Fish tales?

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11 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    14 novembre 2005 10:23

    ma i fasolari che mi hanno regalato eran proprio buoni !!!!!
    Carter

  2. 14 novembre 2005 12:24

    ti stai forse riferendo ai “the fasolars”?

  3. anonimo permalink
    14 novembre 2005 18:02

    sei cattivo lo hai fatto a posta.

  4. 14 novembre 2005 19:34

    caro shylock, strano ma vero, capisco di più in nome dei fascicoletti didattici che il nome della manifestazione.

    se “slowfood” esperime la cultura della degustazione degli alimenti, con annessi e connessi intuibili, “slowfish” mi evoca solo un pesce lento, per età o malattia.

  5. anonimo permalink
    15 novembre 2005 10:08

    yes, the fasolars, very much appreciated !

  6. 15 novembre 2005 10:52

    slowfish is rock!

  7. 15 novembre 2005 14:45

    un pesce moscio da noi avrebbe scarso mercato :-))

  8. 15 novembre 2005 18:56

    caro avy, slow+il resto è ormai un marchio che funziona alla grande. A me non frega niente che la traduzione italiana funzioni oppure no, quel che mi stupisce è che gente che ci tiene così tanto alle tradizioni locali, che contesta (anche giustamente) l’industria alimentare internazionale finisca poi per adottare un nome così uptodated e così tanto estraneo dalla tradizione lingiustica italiana. Non è che li voglia censurare, semplicemente mi stupisco.

    per il resto, slowfish sarà rock ma creonte lentissimo 🙂

    per rien, a napoli come lo chiamereste il salone del pescato slow?

    sono cattivo? sì, lo so, ma per quale delle mie tante colpe in questo caso mi si cita?

  9. 16 novembre 2005 13:13

    io l’avrei chiamata “fish & (micro)chips”.

  10. anonimo permalink
    17 novembre 2005 10:16

    perche’ non dovevi scriverlo su shylock questo post
    lo sai

  11. anonimo permalink
    17 novembre 2005 14:09

    io li avrei chiamati phescicoletti…

    Leppie

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