Skip to content

cara cultura, quanto ci costi

11 ottobre 2005
by

I tagli al finanziamento della cultura da parte del Governo saranno sì inquietanti, ma inquietanti sono anche le ripartizioni del fondo unico per lo spettacolo. Lo sapevate che le fondazioni lirico-sinfoniche si aggiudicano il 47,8 % della torta? A me la musica classica piace, quando ne ho occasione vado all’opera, ma vi pare giusto che tutti i cittadini debbano pagare così tanto di tasca propria per mantenere in piedi istituzioni vetuste ed inefficienti? Perché il discorso non è sulla validità o meno di far sopravvivere uno spettacolo come l’opera, ché di ragioni per farlo continuare ad essere se ne potrebbero contare a migliaia; ma, piuttosto, se sia giusto che quel tipo di spettacolo, certo importante ma anche marginale nella scelta dei divertimenti degli italiani, debba rimanere la priorità assoluta nei fondi che lo stato versa allo spettacolo. Le proteste da parte delle fondazioni lirico-sinfoniche non sono motivate dall’ingiustizia subìta, ma, piuttosto, dalla volontà di mantenere immutata una situazione fatta di privilegi, di sprechi, di sindacalizzazione sfrenata, di interessi corporativi. I teatri dell’opera americani sono tra i migliori del pianeta. E tutti si reggono su solidi finanziamenti privati. In Germania, i teatri restano aperti quasi tutte le sere della settimana, con un cartellone che varia continuamente e con scenografie essenziali, se non assenti che permettono di contenere sensibilmente le spese. Da noi, invece, ogni nuova opera ha costi faraonici; le rappresentazioni sono spesso pochissime, e, di conseguenza, a fronte di alte spese i ricavi estremamente limitati. Nonostante in teatro si lavori molto poco, gli organici sono spesso pletorici e i compensi non certo da terzomondo.

I teatri dell’opera, come quasi tutto ciò che ha che fare con il settore pubblico in Italia, dovrebbero essere chiusi, licenziato il personale e far ripartire la macchina da zero. Visto che ciò non è possibile, e, forse, nemmeno del tutto augurabile, evitiamo almeno di fare da sponda a chi vive sulle spalle dell’inefficienza dello Stato.

Annunci
29 commenti leave one →
  1. 11 ottobre 2005 17:29

    Socio di messaggio 🙂

    PS: a quanto ho capito a Milano anche le fondazioni lirico sinfoniche non hanno visto una lira… Tutto alla Scala.

    Leppie

  2. 11 ottobre 2005 17:41

    tu che ne pensi leppie, non trovi che difendere uno status quo fatto di privilegi e sprechi sia un controsenso? Che la sinistra appoggi gli scioperanti con la logica per la quale i nemici dei miei nemici sono miei amici, benissimo (pura tattica politica, non certo di alto livello); che, però, difenda delle inconcepibili inefficienze, bé, questo è francamente inaccettabile.
    Il Governo non taglia certo per moralizzare il paese ma per racimolare soldi a destra e a manca; però, gridare allo scandalo se nei tagli si eliminano anche inutili sprechi, mi pare un po’ irresponsabile.

    E poi, non è tutta colpa della Scala. Vieni a vedere come lavorano al Carlo Felice, a Genova, e poi ne riparliamo.

  3. 11 ottobre 2005 17:48

    Certo che le cose andrebbero cambiate. Se fosse per me istituirei briscoteche, osteatri e cineverne, ovvero la cultura diffusa.
    Ma il modo per cambiarle sono i controlli e la scelta di spesa, non i tagli.

    Leppie

  4. 11 ottobre 2005 17:51

    quella della cultura diffusa è una bellissima utopia. per me, senza dubio più seducente della tv rieducatrice…

    da te, non funzionano i commenti

  5. 11 ottobre 2005 19:30

    anche a me piace l’opera e la musica classica, ma per fare l’abbonamento al San Carlo di Napoli devi accendere un mutuo. Ha un costo osceno, figuriamoci se non ci fossero i finanziamenti, mi chiedo.
    Ovviamente un abbonamento al lirico se lo possono permettere solo quelli che appartengono ad una certa classe sociale (non so se i camorristi vadano all’Opera, ma se lo potrebbero permettere). Io da ragazza andavo al loggione, la piccionaia, ma adesso non ce la faccio, l’età avanza.

  6. 11 ottobre 2005 19:47

    Gne gne, col Carlo Felice c’ho avuto a che fare… pessimo.

    Comunque tosi, secondo me shy ha ragione (come quasi sempre), ma ciò non toglie che l’opera mi fa due palle così.
    Quindi, ok l’opera, ma prima di stanziare nueri per i teatri, non sarebbe il caso di risolvere il PROBLEMA STADI?
    Lì sì che i biglietti costano un botto… e poi è ingiusto quello che succede ogni domenica a chi va allo stadio, bisogna cambiare qualcosa: il calcio è violenza, e senza cinghiate in faccia è come Berlusconi senza cerone.

  7. anonimo permalink
    11 ottobre 2005 21:55

    Shylock, non è un’utopia. Basterebbe volerlo.

    Leppie

  8. 11 ottobre 2005 23:58

    cara jeneregretterien (che lungo da scrivere!), per me è proprio la logica del finanziamento garantito e assicurato che ha portato non solo agli sprechi già elencati, ma anche ai prezzi da capogiro. So da amici appassionati d’opera che a Berlino (grande più o meno come Roma) ogni sera la scelta è tra numerosi teatri dell’opera, con cast eccellenti, con programmazioni di buon livello e, soprattutto, con prezzi popolari (anche perché altrimenti la gente non affollerebbe le sale). Si aumenta l’offerta, la domanda regge e i prezzi si mantengono bassi.

    per giambo: chi osa spendere anche solo una lira per rifare gli stadi (sono troppo vecchi, titolava un quotidiano qualche giorno fa. Ma non ci sono stati i mondiali 15 anni fa, viene in mente a me, con il rifacimento degli impianti?) si becca una cinghiata in faccia da me. Allo stadio si va come in trincea. E basta

  9. 12 ottobre 2005 02:21

    @ Shy
    Lo sappiamo entrambi che scherzavo e poi, f1g4, io c’ho sky, dello stadio me ne fotto (w il calcio moderno).

  10. 12 ottobre 2005 09:20

    Shylock, sono d’accordo. Ma la soluzione non è tagliare i fondi, è distribuirli meglio.
    Un po’ come le aree dismesse. Il fatto che al momento vengano usate come immondezzai e/o rifugi notturni non vuol dire che l’unica via d’uscita sia costruirci condomini di lusso o centri commerciali.

    Leppie

  11. 12 ottobre 2005 14:36

    No Leppie, la soluzione non dovrebbe essere né il taglio né la distribuzione dei fondi, bensì il controllo di spesa. Cioè, una migliore distribuzione ha ovviamente senso ed un taglio a settori come quello operisitico potrebbe a sua volta essere salutare, ma il problema è che nella gestione nessuno controlla mai nessuno. Per dire: uno prende in appalto di gestione qualcosa da parte dello Stato, lo gestisce molto peggio di quanto non avvenisse in precedenza e nessuno lo censura, anzi, se gli va bene (e gli va sempre bene) gli sarà pure rinnovato il contratto…

  12. 13 ottobre 2005 00:31

    Quasi il 50 % alle fondazioni lirico- sinfoniche? Non ne sapevo nulla, ma lo trovo davvero assurdo…

  13. 13 ottobre 2005 17:53

    sull’argomento se ci si informa ce ne sono di belle. Il residuo va ai teatri stabili (e qui si apre un’altra diatriba) e molti altri teatri beccano finanziamenti con la scusa che organizzano spettacoli per le scuole.
    E vedessi che spettacoli!!! Anche su questi altri fondi non c’è molto controllo, ci sono le commissioni a cui partecipano anche attori.

  14. 13 ottobre 2005 17:54

    p.s. puoi abbreviarmi in “rien”, lo fanno in molti 🙂
    proviene dal vecchio titolo del blog
    “felice d’esser niente
    in un mondo ove ognuno
    crede d’esser qualcuno”

  15. 14 ottobre 2005 11:48

    concordo.

  16. 14 ottobre 2005 15:21

    io soldi non ne avrei dati minimamente, specie davanti a questi sprechi. La cultura si fa con gli sponsor, che sono i moderni mecenati. Al limite avrei finanziato i giovani non famosi, ma a titolo di incentivo, non elargendo denari a destra e a manca.

    🙂 so che è molto liberista e farà rivoltare, ma la penso così.

  17. anonimo permalink
    14 ottobre 2005 17:53

    Watergate, gli sponsor vanno bene per la scala, non per i piccoli progetti.
    Non sei liberista, sei monopolista dei più forti anche tu.

    Leppie

  18. 14 ottobre 2005 18:02

    beh piu’ o meno la posizione di Zeffirelli, credo di aver capito.

  19. 14 ottobre 2005 20:31

    Caro watergate, mi pare che il ministro Buttiglione oggi su Repubblica abbia detto una cosa molto sensata (ogni tanto capita anche a lui): e cioè che i tagli sono da evitare, anche se occorre limitare gli sprechi e abituarsi a pensare a degli sponsor che possano finanziare le “grandi” iniziative. Non è che uno sponsor lo si trovi in un istante. E, soprattutto, bisogna gestire la transizione e, per questo, non si possono tagliare i fondi all’improvviso senza che ci siano valide alternative all’orizzonte.

  20. anonimo permalink
    17 ottobre 2005 14:30

    ilpunto
    Guarda io sono di parte, perciò a me i soldi alla musica lirica e sinfonica sembrano sempre troppo pochi. Più che altro direi che sono spesi male. Non si tratta di tenere in piedi qualche cosa di superato, ma di investire nella cultura, cosa che non si fa. Perché non aumentare i fondi per i conservatori e insegnare un po’ più di musica nella scuola dell’obbligo? Aumenterebbe l’interesse e gli spettacoli si finanzierebbero con i biglietti venduti, dando un futuro alla musica italiana campo nel quale l’Italia ha sempre avuto i suoi grandi maestri.

  21. 18 ottobre 2005 08:45

    a che serve una cultura in mano alla politica?

  22. 18 ottobre 2005 14:51

    caro shylock, segnalo di fretta la bella mostra di keith haring alla triennale di milano sponsorizzata da chrysler e reclamizzata sui tram.

    (anche se a mio parere, cioè secondo me, lo sponsor ha cannato sponsorizzazione.)

  23. 19 ottobre 2005 10:48

    Bellissima, sono d’accordo.
    Quando sono andato io era affollatissima, consiglio un giorno feriale (per chi può).

    Leppie

  24. 20 ottobre 2005 13:28

    Sono l’erede di un pensiero contenuto.
    Non eccentrico, non implosivo,
    che contempla il punto di vista di coloro che mi infastidiscono con moderazione.
    Tuttavia penso che
    Questo mondo non sia governato da persone particolarmente intelligenti, né particolarmente buone.
    Anzi molti di loro sono proprio cattivi.
    E anche un po’ stupidi.

    Gli agenti opportunisti hanno ben modo di insinuarsi tra queste maglie.

  25. 20 ottobre 2005 13:57

    quante risposte in una sola volta!:

    al punto – in Italia, per la classe politica, la cultura e l’educazione sono viste come un onere e non un onore. Non bisogna dimenticare che la grandezza di una nazione nasce, sempre, da decenni di investimenti sull’educazione e la ricerca.

    per creonte – prima bisogna intendersi su che tipo di politica vogliamo…

    per avy – keith haring lo finanziano ma, come scrive qualche post qui sopra leppie, chi glieli da i soldi ai piccoli laboratori di teatro o ai giovani cineasti? io sono per le sponsorizzazioni, ma non credo che lo stato dovrebbe uscire dall’amministrazione della cultura. che facciamo, il Colosseo lo diamo in mano a qualcuno che lo usi per fare pubblicità?

    per leppie – credo di poter fare benissimo a meno di vedere quell’artistaccio là.

    per controcanto Рnon ̬ che me la rispieghi?

  26. anonimo permalink
    20 ottobre 2005 17:52

    Fai male…

    Leppie

  27. anonimo permalink
    24 ottobre 2005 01:17

    “Non bisogna dimenticare che la grandezza di una nazione nasce, sempre, da decenni di investimenti sull’educazione e la ricerca.” Parole sante, inascoltate, ma sante!

  28. anonimo permalink
    24 ottobre 2005 01:17

    ilpunto
    il commento #27 ero io

  29. 24 ottobre 2005 12:43

    perfetto, caro il punto, facciamoci un partito sopra a queste mie parole inascoltate. ora, poi, col proporzionale i partiti avranno i loro cinque minuti di popolarità.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: