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i templari del liberalismo

7 ottobre 2005
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Del casino scoppiato su Tocque-ville, l’aggregatore di blog liberali e conservatori e riformisti della rivista Ideazione, se ne è parlato a lungo qui (l’accusa) e qui (la difesa). Peraltro, mi pare più che lecito che la redazione di Tocque-ville rifiuti le adesioni di chi non in linea con la visione del mondo del sito (visione estremamente ampia: dentro ci si trova varia umanità, dai liberali di sinistra ai libertari radicali fino al movimento per la vita) o allontani blogger precedentemente inclusi. E’ sempre il solito discorso: se si aderisce a qualcosa, sia esso un club, un partito, un’associazione, vuol dire che se ne condividono finalità e metodi. E si accetta di esserne allontanati quando il disaccordo si fa sempre più marcato. Per dire, non mi posso iscrivere a Rifondazione, ottenendo grazie al partito visibilità, per poi andare in piazza a gridare che la salvezza del mondo può venire solo dal turbocapitalismo. Chi si lamenta per esser stato cacciato dalla piattaforma liberal-conservatrice o ha peccato di ingenuità prima, o mente oggi. Quel che però volevo raccontare è un’altra storia, che ci dà conferma di come la madre dei dietrologi sia sempre gravida. Ebbene c’è un tizio che ha visto in Tocque-ville nientepopodimeno che una setta massonico-religiosa che usa un linguaggio e una simbologia figliata dai Templari. Lo zelante complottardo non è uno qualunque: è un pargolo della sinistra terzomondista, che tiene un blog di grande successo, scrive sul Manifesto, si fa vedere alle trasmissioni tv ed è membro onorario della Islamic Anti defamation League.  Un suggerimento: si è dimenticato di citare i giudei e i plutocrati, da sempre ai vertici delle cospirazioni.

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11 commenti leave one →
  1. 7 ottobre 2005 17:50

    mah… Io cerco di tenermi lontano da tutti i branchi, faccio già fatica a mettere qualche banner o qualche link

    Leppie

  2. 8 ottobre 2005 13:31

    per i banner, non c’è nessun problema: l’unica volta che ho provato a metterne uno il blog è “saltato in aria”. L’idea degli aggregatori mi sembra invece ottima, anche se li snobbo consapevole che sarei il primo ad essere cacciato.

  3. 8 ottobre 2005 22:59

    perfettamente d’accordo. Sono renitente a qualsiasi forma di disciplina io, figuriamoci i bavagli poi.

  4. anonimo permalink
    10 ottobre 2005 00:48

    Anch’io finora mi sono tenuto alla larga da Toqueville, ma solo per pigrizia, come te non ci vedo nulla di male nell’aggregarsi seguendo precise regole.

  5. 10 ottobre 2005 22:40

    Non è dimenticanza la sua. E’ che ora non può citarli, dopo la lettera smielosa che ha scritto una 20ina di gg. fa alle comunità e a tutti i gruppi ebraici italiani, perché altrimenti si darebbe la zappa sui piedi palesando in maniera inequivocabile la sua malafede.

  6. 11 ottobre 2005 18:11

    grazie esperimento, la notizia mi sembra interessante. Puoi suggerirmi dove leggere qualcosa al riguardo? Ne hai scritto tu?
    shylock

  7. 11 ottobre 2005 23:03

    Ma sai che mi viene il dubbio di averlo conosciuto? Oh mamma…

    Leppie

  8. 12 ottobre 2005 00:00

    come diceva il motto: dimmi chi frequenti ecc ecc.?

  9. 12 ottobre 2005 12:12

    Festa di compleanno (non sua) nel Monferrato.
    Leppie

  10. 12 ottobre 2005 14:37

    chi si festeggiava, qualcuno che andava ad immolarsi in palestina? 🙂

  11. anonimo permalink
    12 ottobre 2005 17:38

    Suppongo di sì, perché non ho mai più avuto notizie del festeggiato…

    Leppie

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