Skip to content

a scuola di diritti

30 settembre 2005
by

Gli zaini di scuola, si sa, pesano. E in Liguria, si è deciso di inviare i Nocs, nuclei speciali dei Carabinieri, a ispezionare, prima del suono della campanella, le cartelle di poveri bimbi per pesarne il contenuto librario e, di conseguenza, richiamare all’ordine quei docenti e quelle scuole ree di sovraccaricare le schiene dei piccini. Nessuno, però, si sognerebbe di inviare gli stessi Carabinieri a portare direttamente in gattabuia quelle schiere, ancorché nutrite, di insegnanti incapaci di trasmettere il sapere e/o privi, del tutto, di sapere; né, tantomeno, gli stessi Carabinieri interverrebbero mai ai ricevimenti parenti, giornata in cui odiosi genitori si improvvisano docenti e insultano inermi maestri e professori colpevoli di non essere comprensivi verso i loro figli/e teppisti o asini o cafoni o puttanelle. E così, anche quei tanti insegnanti capaci e stimolanti, già considerati, socialmente, meno di zero, si arrestano di fronte alla prepotenza della nuova razza dei genitori tuttologi e alla pretesa di diritti da parte dei pargoli per voce delle loro strillanti madri. In Germania, questa delirante applicazione della teoria dei diritti sui banchi ha portato alla creazione delle scuole democratiche, in cui sono gli studenti a decidere tutto: le materie di studio e i programmi sono a scelta dei bambini (tra i 6 e i 12 anni) e sono gli stessi bimbi a decidere se recarsi, o meno, in aula.

Chi è stato a scuola negli anni ’50 e ’60 ricorda spesso con terrore quelle interrogazioni alla lavagna, quei professori senza sorriso e comprensione e l’impossibilità di partecipare un po’ più attivamente alla realizzazione delle lezioni. Però, si studiava e si imparava. E l’isegnamento era al centro del processo scolastico. Tutta la cultura post-sessantottina si è invece alimentata, in parte giustamente, di una condanna senza appello dell’autorità, fosse essa l’autorità dei padri, del potere, degli insegnanti. Cosicché, guai, oggi, a parlare di docenti che debbano anche far sentire, con moderazione, con autorevolezza, la propria autorità, non certo per bastonare le povere creature ma per trasmettere loro conoscenze e metodi che gli studenti potranno spendersi nel corso della vita. Oggi, gli studenti hanno solo diritti. A morte le gerarchie, a morte i meriti, teniamoci le scuole democratiche. E produciamo asini in gran quantità!

Annunci
10 commenti leave one →
  1. 30 settembre 2005 19:24

    Bentornato.
    Comunque due bastonate non starebbero male a certi teppistelli. Altro che i voti ai prof!

  2. 30 settembre 2005 19:44

    ah, ditiramba, mi ero dimenticato di aggiungere che nella variante americana della teoria dei diritti a scuola ci sono anche i ragazzini che si presentano con la pistola a scuola pronti a prendere a rivoltellate i bad teachers.

  3. anonimo permalink
    1 ottobre 2005 08:59

    io studdito squola quando anni erano ’80, Maesstra molto demoqratica, pero’ abiammo studiavo molto corretto. Non capiro’ di cosa hai lameto.
    ebu

  4. 1 ottobre 2005 10:25

    grazie per la tua testimonianza ebu, ma dillo che tu l’italiano l’hai imparato in burkina faso.

  5. anonimo permalink
    1 ottobre 2005 20:17

    Ah! Meno male, sei tornato!
    è sempre la solita storia della libertà : eliminare qualsiasi regola, autorità, vincolo! poveri figli!!! Ma cosa si fa senza “contrainte”, nell’arte, nella vita… si fa nulla!
    Un consiglio : “l’éloge du paraître” di Renaud Camus, è ancora più radicale di fronte all’orgoglio di questa cultura post 68 del “sono libero, alternativo e stupido”

  6. 2 ottobre 2005 19:27

    cara parisienne (come vedi, non passi inosservata nonostante l’anonimato), la libertà è una bella cosa nella quale tutti noi (io sicuramente sì) crediamo e per la quale ci battiamo ma diventa un danno se non le si accostano altri concetti come il senso del limite, la ragionevolezza, la tolleranza, e, perché no, un po’ di autorità (più o meno meritocratica).
    A bientot.

  7. 2 ottobre 2005 20:02

    in argomento, guarda cosa è accaduto qua

    http://www.jeneregretterien.splinder.com/post/5613177

  8. 2 ottobre 2005 22:42

    ma caro:
    una scuola che sforni asini è perfettamente funzionale al potere che si auto-riproduce, sia esso di destra, sinistra o centro
    La scuola che insegna, insegna a ragionare e forma cittadini. la scuola “democratica” (a parole) sforna tutt’al più telespettatori e aspiranti veline e calciatori.
    Per di più perpetuando la differenza fra chi ha e chi non ha, senza interesse per il merito.

  9. 3 ottobre 2005 11:33

    caro aelred, alla fin fine il poco studiato filosofo cattolico Augusto Del Noce non aveva tutti i torti: a suo giudizio, il ’68 avrebbe aperto definitivamente le porte del mondo alla società del mercato. Si spezzavano, infatti, i legami tradizionali quali la famiglia (anche in senso allargato) e venivano meno rapporti comunitari improntati talvolta sull’esibizione di autorità lasciando spazio solo ad un pianeta di consumatori sciocchi e senza vincoli… profetico?

    cara jeneregretterien, la tua storia conferam quanto dicevo: dio ci scampi dai genitori di pargoli in età scolare; docenti e presidi intelligenti ci sono ancora, eccome!

  10. anonimo permalink
    5 ottobre 2005 20:50

    ilpunto
    beh io dico che ricordando di quando andavo a scuola con la schiena piegata in due per il peso dei libri, l’idea di imporre agli insegnanti testi più leggeri in senso fisico (va bene anche se sono giganteschi divisi in due o tre volumi da portare uno per volta), sarebbe già tanto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: