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teste di cavolo, teste vuote

12 settembre 2005
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Aprite bene le orecchie: a parlare, qui, è uno che i Verdi li ha votati (sia pure in epoche remote), uno che nell’ambientalismo ha creduto e che, seppur oggi disilluso sulla bontà di alcune tesi “verdi” (realista, più che disilluso), crede che la società di domani non potrà prescindere da una certa sensibilità per i problemi del pianeta. Detto ciò, Alfonso Pecoraro Scanio (cognome che, giustamente, il correttore automatico di word mi trasforma ogni volta in Pecoraio) è il mio nemico numero uno. Uno che persino quando fa il libertario comme-il-faut, parlando della propria vita privata, si trincera dietro ad ambigue dichiarazioni di bisessualità. Uno che, ogni anno, si distingue per essere il più ciarliero dei leader politici: più di quattrocento dichiarazioni rilasciate all’Ansa (vi ricordate anche una, dico, una sola memorabile frase del nostro beniamino?). Uno che si è fatto eleggere dai pullman di amici campani arrivati al Congresso del partito verde giusto in tempo per il voto. Uno che ha fatto del movimento degli Alexander Langer, delle Adele Aglietta, che si distinguevano per fare proprio il motto dei Grünen tedeschi, quel “né destra né sinistra, ma avanti”, che voleva essere una presa di distanza dai due poli (all’epoca Dc e sinistra più o meno social-comunista) e imperativo programmatico per attuare una politica distinta e distante dalle ideologie en vogue, un relitto alla deriva che siede alla sinistra del diavolo e che manca di idee, di programmi, di intelligenza. Una cosa totalmente subalterna alla sinistra radicale bertinottiana per cui ci si chiede perché mai dover votare ancora per un partito di simili asini quando le stesse istanze sono rappresentate, con maggior coerenza e profondità, dai rifondaroli.

Il Corriere di oggi racconta di un Pecoraro novello arringatore della meglio Italia che marcia da Perugia ad Assisi in un giorno, l’11 settembre, che, ha ormai assunto un valore tristemente simbolico. Ebbene, il Pecoraio (word non lo correggo più) che forse si crede erede del pacifismo di Langer (quella sì che era una roba seria, non insultiamo i morti), ha evitato debitamente di parlare di terrorismo, di islam radicale, per mettersi alla testa di un popolo riunito nel canto di Bella ciao e Generale (De Gregori, naturalmente).

Se non altro, un violento nubifragio si è abbattuto sul corteo del  Pecoraio, ovvero sul nostro nulla quotidiano.

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11 commenti leave one →
  1. 12 settembre 2005 20:50

    L’amore per la terra dà solo buoni frutti. Solo una cosa vorrei capire: cosa vuol dire “essere bisessuale”?
    Vuol solo dire “mi faccio di tutto”?

    Anzi, anche un’altra… Mio fratello, quando era piccolo, è stato sorpreso da mia madre mentre si masturbava con una bistecca di manzo (spero per lui scongelata); atto bisessuale, trans specie o semplicemente idiota?

  2. 12 settembre 2005 23:52

    a tal punto carnivoro da provare addirittura attrazione sessuale per quel pezzo di carne?
    Tecnicamente, bisex vuol dire andare con uomini e con donne. Poi, mi pare ognuno lo intenda a proprio modo, soprattutto chi preferisce avvolgere nel mistero e nel very cool la propria vita.

  3. 13 settembre 2005 02:10

    very cool, soprattutto.
    p.s. mi duole, ma la mia versione di word non corregge Pecoraro in Pecoraio. Dev’essere very cool anche quella!

  4. 13 settembre 2005 03:46

    Hai dimenticato di scrivere che è stato ministro di un dicastero abolito da referendum!

    Ciao 😉

  5. 13 settembre 2005 11:44

    harry, ne ho dimenticate, volutamente, tante. Mi pare che il quadro sia, già così, abbastanza desolante.
    E come direbbe ditiramba, il personaggio si crede anche very very cool.

  6. 13 settembre 2005 11:48

    Quando si dice “vita privata” si utilizza un aggettivo, l’aggetttivo “privato”, che rimanda a un concetto preciso decisamente poco equivocabile e non a caso se prendi il vocabolario dei sinonimi e dei contrari e vai a vedere alla voce “privato” troverai che il contrario di privato è “pubblico”. Il politico invece è un uomo pubblico, della sua vita ci interessa la dimensione pubblica. Le cose che fa e le cose che dice nella sfera pubblica, nello svolgimento delle sue funzioni, che sono ben definite anche spazialmente. Quello che fa nella sua camera da letto, ai cessi o nei parcheggi o nelle dark room a noi ce ne frega poco. A meno che si voglia parlare d’altro invece che di politica.
    Che un personaggio politico arrivi a dichiararsi bisessuale, invece, mi fa lo stesso effetto di quelli che si descrivono “sposati con figli”. Mi fa dire “e sticazzi?”. Molto più interessante, per chi osserva le cose pubbliche, è l’attitudine di persone anche capaci di discorsi intelligenti di andare a spiare nel buco della serratura della gente, magari con la scusa di ragionare di cose serie, Selfs.

  7. 13 settembre 2005 12:44

    selfs., non prendiamoci in giro: la differenza tra vita privata e vita pubblica la sappiamo benissimo. Per me, Pecoraio se la poteva tenere ben stretta la sua vita privata. Affari suoi. Ma non sono io che ho spiato dal buco della sua serratura, è stato lui che ha dichiarato, su un giornale, di essere bisessuale. Se l’ha dichiarato, sarà stato perfettamente cosciente delle ricadute che la cosa avrebbe potuto avere, anche e soprattutto in termini di voti (in senso positivo, intendo…). Detto ciò, mi fa sorridere che ci si dichiari bisex come se non si volesse spaventare troppo l’opinione pubblica utilizzando un termine, bisessuale, non poco ambiguo. Se ricordi bene, anche l’omoaffettivo (?) Cecchi Paone, disse di essere bisex. Che linguaggio soft…

  8. 14 settembre 2005 15:36

    Se uno si dichiara bisessuale, oppure omoaffettivo (magari Alexander’s way), oppure zoofilo, oppure casto aderente alla setta degli asessuali, oppure moglie frigida o altro: io non avverto l’esigenza di mettere in dubbio quello che dice. Proprio perché io a quelle dichiarazioni sono perfettamente indifferente. C’è chi però sembra insinuare di conoscere la sessualità del personaggio meglio di come il personaggio la rappresenta pubblicamente. In questo caso abbiamo una doppia pelosa invadenza: quella del personaggio in questione e quella di chi suggerisce maliziosamente di conoscere dettagli sull’argomento un tot oltre rispetto a quanto sia noto ai più. Come fanno, senza neanche vergognarsene, le ruffiane dell’Arcigay, quando minacciano di pubblicare le liste dei deputati “di destra e di sinistra” che si fanno inculare ai cessi. Certo, a me mi mette una tristezza infinita avere a che fare con queste cose qui.

  9. 15 settembre 2005 01:25

    quando fai il moralista libertario e garantisti raggiungi il culmine dell’insopportabilità. E sull’outing e l’arcigay, ammetterai che la pratica, sebbene dubbia, è un po’ più complessa e motivata di come la dipinga tu che la fai passare per la crisi isterica di una pazza che cerca di distruggere il nuovo fidanzato dell’aex fidanzato.

  10. 15 settembre 2005 12:00

    Insopportabile è questo paese, ancora di più da quando gli ha preso questa nuova ossessione nazionale (ti sei mai preso la briga di contare quante volte ricorre la parola “gay” su un quotidiano qualsiasi in un giorno qualsiasi?).

  11. 15 settembre 2005 16:06

    verissimo. e secondo te di tutto ciò la comunutà frocia non ha colpe? è solo colpa della curiosità pelosa dell’uomo della strada?

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