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denunce d'america

26 luglio 2005
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American Apparel, per me, è sinonimo di mutande americane. Le più belle che ci siano, ovviamente.  Quelle dai colori intensi, verde prato, melanzana, rosa, rosso sangue, blu, fucsia. E dalla foggia che mi illude, ogni volta che le indosso, di ritrovarmi nel bel mezzo del set di un filmino porno interpretato da rugbisti della provincia del Nebraska.  Ma se il giovane marchio in ascesa  fa dell’etica e dell’informalità una vera professione di fede, quella stessa informalità è costata cara a Dov Charney, fondatore e amministratore delegato di Am.Ap. Dov, infatti, che, come me, va fiero delle sue mutande, si presenta spesso in ufficio vestito di soli slip, perché, come dargli torto, quel colorato pezzo di cotone con bordura bianca è oggettivamente comodissimo e fichissimo. Ma non devono averla pensata come noi maschi d’oggi quelle tre  dipendenti di Charney che lo hanno trascinato in tribunale con la denuncia di molestie. L’accusa?Aver girato, da un reparto all’altro, su e giù per i piani dello stabilimento losangelino con le sole mutande indosso!

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17 commenti leave one →
  1. 26 luglio 2005 12:27

    Ah, beh alla AA sono abitutai alle accuse di poca delicatezza sul tema sessuale. I camerini sonotappezzati di immagini di riviste porno gay ed etero e le stesse immagini pubblicitarie, pur non essendo esplicite, sono molto chiare. Che palle questi scandali. A me piacciono le immagini sudate. E mi piacciono pure le mutandasse della foto. Mi farò la Poste Pay solo per comperare quelle!

    (Finalmente un post nel quale posso dire qualcosa: io ignorante!!!)

  2. 26 luglio 2005 12:27

    Ecco quell’oca anonima ero io…

    M.M.

  3. 26 luglio 2005 12:43

    più che altro, cher monsieur, finalmente qualcuno che stuzzichi il mio animo frou frou.

    io quelle mutande le ho trovate da AA a Paris, ma dopo lunghe ed estenuanti ricerche ho scoperto che il marchio si trova anche da WP lavori in corso in giro per l’Italia. Se però vuoi comprarle online, si fa una spedizione unica! (e non prendere la small che è davvero strettina)

  4. 26 luglio 2005 12:45

    ah, dimenticavo, una visita al negozio di Parigi vale anche solo per i commessi/e: tutti usciti da un catalogo AA (o da un’allegra sfilata).

  5. 26 luglio 2005 13:30

    Cool! Notare che ho un negozio WP qua dietro the office; cher Shylock: la sposo! Lo sapeva che la mutanda così me la proponeva pure YSL? Ma capirà: coi prezzi YSL ci pago l’affitto! Lo scriva lo scriva che gli affitti sono altissimi!

    🙂

    M.M.

  6. 26 luglio 2005 13:42

    mi faccia sapere se le trova da WP ché in tal caso gliene farò comprare anche una decina per me visto che il più vicino negozio della catena è a 130 km da qui. Quanto sei provinciale, mia Genova.

  7. 26 luglio 2005 15:01

    Va bene che ho deciso di sposarla, ma già mandarmi a fare le commissioni…

    😉

  8. 26 luglio 2005 16:37

    caro shylock, attenzione, leggevo qualche giorno fa che gli slip sono di sinistra. (facc)

  9. 26 luglio 2005 19:28

    caro avy, ma lei ha capito se io sono di destra o di sinistra? perché io non lo so ancora, dipende dai giorni…

  10. 26 luglio 2005 19:37

    ah, monsieur, si legga i miei vecchi post e scoprirà che al massimo possiamo pacsare. del matrimonio, per un moderato come me, nemmeno a parlarne.

  11. 26 luglio 2005 21:29

    Io odio la cerimonia del matrimonio, quel che voglio è una persona che mi aspetti in ciabatte quando arrivo a casa e che si lamenti un po’. Magari il PACS va bene lo stesso! 🙂

  12. 26 luglio 2005 22:42

    continuerò a comprare quelle dell’upim; fanno il loro lavoro senza tante menate…
    😉

  13. 26 luglio 2005 23:06

    Mi si perdoni l’autoreferenzialità, ma ci sta proprio bene…

    Colazione da UPIM
    "Mi sono accorta che per sentirmi meglio mi basta prendere un taxi e farmi portare da UPIM. E’ una cosa che mi calma subito, quel rumore di scale mobili e quell’aria imbiancata: non ci può capitare nulla di brutto là dentro, non con quei depressi signori in divisa blu, con quel simpatico odore di bicchieri a 0,50 € l’uno e di pacchi di canottiere cotone sulla pelle."

  14. 27 luglio 2005 01:18

    monsieur, confessi: ho capito che quel che vuole è un marito che le permetta, economicamente parlando, di scorazzare avanti e indietro col taxi sul percorso casa upim!
    per quanto riguarda me, se si accontenta, il lamento stia pur certo che non glielo farò mai mancare.
    il suo promesso shylock

  15. 27 luglio 2005 01:20

    alex, forse lei non ha capito cosa si perde con quei mutandoni. vada col qui sopra monsieur da wp lavori in corso e vedrà che la sua vita subirà una svolta…

  16. 27 luglio 2005 08:34

    In effetti io – che sono contrario pure al “venerdì casual” aziendale -, capisco bene come le dipendenti possano essersi seccate. Sul lavoro è sempre preferibile un abbigliamento formale, per tutti.

  17. 28 luglio 2005 12:14

    non dirlo a me, che aborro la sciatteria di certa casualness (?) e vedrei bene gli uomoni con abito formale e le donne in tailleur, scarpe eleganti e foulard sulla nuca. una specie di talebano dell’eleganza occidentale

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