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Bandiera moscia

18 luglio 2005
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Ieri alla festa dell’Unità c’erano dei gran poster di Arafat circondati da bandiere palestinesi. A pochi metri dei gran manifesti con scritto “Siamo tutti londinesi”, firmato Democratici di sinistra. Gli stessi che organizzano la festa coi poster di Arafat.
Due anni fa, alla stessa festa dell’Unità, notai la capannina dell’associazione “pacifista” filopalestinese. Proiettavano un video nel quale dei palestinesi “presi a caso” parlavano delle umiliazioni subite dal popolo palestinese ad opera “degli ebrei”. Gli ebrei ci vogliono tutti morti, gli ebrei stanno compiendo un genocidio, gli ebrei questo, gli ebrei quell’altro. A dieci passi da lì, Massimo D’Alema si esibiva nell’ennesimo tentativo di presentabilità filo-occidentale. La differenza tra bersi un bicchiere al bar e andare a bersi un bicchiere alla festa dell’Unità è che magari, per sbaglio, alla festa dell’Unità ti scappa di fare un pensierino. E quindi io ho pensato:

  • Che i Ds nei prossimi due anni non faranno un manifesto per dire “Siamo tutti telavivesi” dovesse scoppiare un’altra bomba a Tel Aviv, città occidentale, cosmopolita e multietnica quanto Londra.
  • Piuttosto gli salterà in mente di fare un manifesto per dire “Siamo tutti Baghdadesi” quando qualcuno gli farà notare che bomba dopo bomba l’Iraq è diventato un posto assai pericoloso, assai più di Londra. Ma non lo faranno perché non ci crede nessuno che siamo tutti baghdadesi (per quanto pochi sappiano cosa mai possa significare “essere londinesi” al giorno d’oggi e da queste parti).
  • Stanti così le cose, ed essendo previste le elezioni politiche per il 2006, io mi avvio al voto di protesta (Radicali) a meno che venga fuori qualcuno a sinistra a fare un discorso su Occidente e terrorismo che tenga conto della mia intelligenza e della sicurezza del nostro paese, un discorso del quale si avverte una forte mancanza dalle nostre parti, man mano che la minaccia della bomba tanto attesa dai cuginetti di Arafat si fa sempre più credibile.
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5 commenti leave one →
  1. 19 luglio 2005 20:59

    le scelte di politica estera dei radicali sono le più coerenti e meditate che esistano nel mefitico panorama politico italiano. ci sono molti motivi per cui non sopportare i pannelliani ma anche molti altri ancor migliori per appoggiarli. in tutto questo mi riesce però difficile vedere te scegliere dei liberisti convinti, sostenitori, tra l’altro, del maggioritario (non eri patologicamente proporzionalista?), fautori di istituzioni all’americana. che fai, ti turi il naso?

  2. 20 luglio 2005 15:39

    gentile selfsurfer, uèuè… il “voto radicale” non un voto “di protesta”.

    è un voto fighissimo a sostegno delle proposte più figose del mefitico panorama politico italiano and beyond.

  3. 20 luglio 2005 16:16

    ma che ci vai a fare alla festa dell’unità, oltre a mangiare piadina e salsiccia?

  4. 20 luglio 2005 16:24

    Io voterò a sinistra unicamente per evitare altri 5 anni di governo del Berlusca. “Votare a sinistra turandosi il naso”, come ben disse Indro Montanelli. Mi rendo conto che non è granché, come ragione: ma altri 5 anni di questa gente non li sopporterei proprio.

  5. 21 luglio 2005 12:58

    licenziamento, probabilmente anch’io farò come te, anche se già so che dopo poco mi troverò a vergognarmi per aver votato simili inetti. Il problema non è la destra o la sinistra, il problema è la classe politica e dirigente (o presunta tale) italiana.

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