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l'islam per michel houellebecq

4 luglio 2005
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Il lupo perde il pelo ma non il vizio. E così, nonostante un processo intentatogli, nel 2002, da un gruppo islamico francese (quello stesso che trascinò in tribunale Oriana Fallaci) per aver dichiarato, in un’intervista, che l’islam è "la religione più stupida", il bizzarro e cupo Michel Houellebecq riaccusa la religione musulmana attraverso le pagine di  Les Inrockuptibles, il più alla moda tra i periodici culturali francesi e soprattutto fan sfegatato dello scrittore a cui ha dedicato, recentemente, un prezioso numero monografico con celebrativo dvd che raccoglie, oltre a numerose interviste, anche il cortometraggio erotico La Rivière diretto dallo stesso Houellebecq. Ecco, tradotto, quel che il nostro eroe sostiene:

"Occorre essere brevi quando l’oggetto del discorso è di poca rilevanza. Se scrivessi un libro contro il buddismo, mi servirebbero diverse centinaia di pagine perché si tratta di una religione interessante e complicata. L’islam è una religione semplice e stupida, la si può dunque liquidare con queta sola frase" . – Come il cattolicesimo?, gli chiede il giornalista. – "No, quest’ultimo è un po’ più complicato, ha avuto degli sviluppi interessanti". Ma, continua Houellebecq, se è lecito pensarlo, è molto meglio tener nascoste le proprie opinioni perché l’islam conserva una dimensione identitaria un pò assurda. Che continuerà a procurargli non pochi guai.

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12 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    5 luglio 2005 13:27

    Sapete, adoro l’ignoranza…
    posso vivere benissimo senza sapere che esistano persone che cavalcano l’onda della cultura, mentori per alcuni, che hanno il coraggio di dire così fuori dai denti cose così offensive per tanti…
    non sarà che vivono sperimentando le reazioni dell’intorno alle proprie azioni?
    boh!
    semprevostro ma sempremenoconvinto

    AnonimoAnarchico

  2. 5 luglio 2005 14:12

    tu puoi anche rimanere ignorante ma gente come Houellebecq continuerà (si spera) a scrivere libri magnifici (che ti perderai) e a dire cazzate che, tuttavia, oltre alla ruvidezza dei toni e all’intellettualistica semplificazione, qualcosa di vero hanno. Non è che possiamo far finta che gli intellettuali non esistano e che spesso non condizionino o animino il dibattito pubblico, o che talvolta non siano in grado di sedurre e convincere tanti a pensarla come loro. Che poi, spesso, gli intellettuali dicono anche cose vere e condivisibili.

  3. anonimo permalink
    5 luglio 2005 19:44

    Ammiro Houellebecq per il coraggio che ha di manifestare idee scomode e per niente popolari o modaiole. In fondo è vero che la religione islamica è più semplice, per lo meno di quella cristiana; è un dato di fatto,filologico, che male c’è nel dirlo?
    Alessandra

  4. 6 luglio 2005 01:13

    e forse è anche stupida nella misura in cui disconosce e rigetta una modernizzazione già in atto in tante società civili di paesi islamici che necessariamente si scontreranno con quella religione.

  5. 6 luglio 2005 14:39

    Ho studiato un po’ la storia dell’Islam: a me sembra che abbiano scopiazzato tutto dal Cristianesimo e dall’Ebraismo ma in modo pessimo. D’altronde una religione che si fonda su cinque pilastri tanto deboli non si era mai vista (pellegrinaggio alla mecca, cinque preghiere al giorno, pagamento dello zakat, ramadam e un’altra roba che ora non mi viene in mente): la teologia dov’è?

    aa

  6. 9 luglio 2005 23:25

    Non lo conoscevo. E’ un po’ come la Fallaci nostrana? O come Theo Van Gogh? Non c’è da temere per la sua vita?

  7. 9 luglio 2005 23:52

    non sai cosa ti sei persa, cara esperimento. houellebecq è uno scrittore che o si ama o si detesta, e io, personalmente, lo amo. potrai comunque rifarti a settembre quando uscirà il suo prossimo romanzo che aspettiamo con trepidante attesa. niente a che vedere né con Fallaci né con Van Gogh e neppure credo (spero) sia in pericolo di vita

  8. anonimo permalink
    10 luglio 2005 11:31

    2twins, studio profondo, eh, caspita. Non ti ricordi nemmeno il primo pilastro (trovatelo con google come ho fatto io. Ma per te è troppo difficile o troppo irrilevante?)
    E ovviamente non si ferma solo a quello, quelli sono i pilastri fondamentali per essere buoni musulmani (ma poi mica tanto, perché il rapporto con Dio è diretto, e ci sono molti che pensano di essere buoni musulmani senza pregare cinque volte al giorno, come ci sono cattolici che non vanno a messa).

    Ha scopiazzato dal cristianesimo e dall’ebraismo? Si vede che hai studiato tanto!
    Non ha scopiazzato: il dio è lo stesso, mi pare ovvio che ci siano le stesse basi.

    Il tuo è un commento sprezzante e inutile, non capisco nemmeno perché t’ho risposto.

    Shylock, sarà anche vero che è una religione noiosa, sinceramente le religioni non mi interessano. Ma ci sono 1500 di teologia islamica, il fatto che 2twins non le conosca, magari perché l’occidente s’è sempre guardato bene dal tradurle, sono problemi suoi, non dell’islam.

    PS1. Chiederò a chi ne sa di più di me, ma credo proprio che la teologia islamica sia fatta da secoli di sofismi e discussioni, e che Houellebecq faccia solo polemica per vendere.

    Leppie

  9. anonimo permalink
    10 luglio 2005 11:33

    PS. Peccato che sia uno che si ama o si detesta, perché questa gente la ignoro.

    Se lo si ama o lo si detesta vuol dire che parla per proclami, frasi ad effetto, bei discorsoni retorici. Cioè inutile.

    Leppie

  10. 10 luglio 2005 12:51

    caro Leppie, innanzitutto ti ringrazio per avermi sgravato dalla risposta a 2 twins che sarebbe stata ardua impresa. quel che dici vale anche per me.
    per quanto riguarda Houellebecq, trattasi di romanziere, e della miglior specie, e non di storico o filosofo o studioso delle religioni o anche semplicemente di pamphletista. quindi non è richiesto che scriva un trattato sull’islam per esporci le sue posizioni ma ci basta che intrecci, nei suoi prodigiosi romanzi, le tante geniali e talvolta un po’ guascone intuizioni sul presente per farcelo amare e farci riflettere.
    la questione comunque, non è sul giudizio, anche volutamente semplicistico, che egli può avere dell’islam, ma, piuttosto, io porei l’attenzione sul fatto che sia stato trascinato in tribunale in quanto giudicato offensivo. ad esempio, nessuno si è mai sognato di trascinare in un’aula di giustizia Margherita Hack o Dario Fo per le loro poco lusinghiere espressioni rivolte alla religione cattolica. c’è forse qualche differerenza tra alcuni di loro e molti di noi?

    E poi, possiamo anche lasciarci stupidamente sedurre dai proclami, ma ciò non vuol dire che dietro a quelle parole vi siano meditate verità.

  11. 10 luglio 2005 13:38

    errata corrige: non vi siano meditate verità

  12. anonimo permalink
    10 luglio 2005 14:29

    Io ho detto che non mi fido assolutamente di chi viene definito con le parole «o lo si odia o lo si ama».

    E di processi per vilipendio alla religione cattolica ce ne sono molti, non ultimo quello di Adel Smith (non che lo difenda).

    Un ultima cosa sulla dimensione identitaria un po’ assurda.

    Falso, è pieno di musulmani che contestano la loro religione, ad esempio il velo. O che non si sognano nemmeno di identificarsi con un talebano.

    Mi ricorda tanto Aldo Busi, pronto sempre a far polemica, insomma, uno che magari è un ottimo romanziere ma che sfrutta ogni occasione per farsi pubblicità. (E poi ha un aria antipatica e saccente, in quelle foto… Ma è un altro discorso)

    Leppie

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