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i visceri dell'occidente

22 giugno 2005
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Se gli altri sono cattivi, barbari, ingiusti, superstiziosi, perché noi dovremmo essere buoni, generosi, accoglienti, disponibili con loro? Ora: inseriamo il vocabolo musulmani al posto di altri e occidente al posto di noi e ci ritroveremo di fronte ad un luogo comune (certamente banalizzato) che gode di una certa fama dalle nostre parti. Anche giorni fa, una persona dalla quale mi sarei aspettato raziocinio, ha riproposto questo confronto tra noi e loro nel più insensato (e praticato) dei modi: ha parlato di occidentali alla gogna in paesi musulmani accusati di spaccio di droga; di crimini puniti con le più dure e barbare pene; da noi, invece, chi viene a spacciare è punito blandamente, chi delinque non finisce neppure in prigione. Al di là dell’opinabilità delle argomentazioni, non capisco perché, invece di invocare, semmai, che le nostre leggi siano giustamente applicate, si mette in discussione il meglio che l’occidente ha da offrire facendo quasi presagire che forse, in fondo in fondo, se il taglio della mano, previsto dalla sharia, ha i suoi duraturi effetti, sbagliamo noi ad essere comprensivi e lassisti e tolleranti. Del potere e della giustizia nei paesi musulmani si può dire tutto il male del mondo e, in virtù di ciò, ringraziare il cielo, ogni giorno, che non siamo nati sull’altra sponda del Mediterraneo. Perché dovremmo incominciare a capire che se noi non siamo come loro, che se rubiamo una gallina e non ci tagliano la mano, se siamo liberi di credere in Allah invece che in Cristo, se veneriamo gli alberi invece che il Profeta, è perché da noi il diritto, vivaddio, è separato dalla religione, è perché da noi si giudica in base alla coppia oppositiva di giusto/ingiusto e non a quella di bene/male.

Io capisco che la paura dell’altro sia un sentimento lecito e profondamente radicato nell’essere umano, ma che dovremmo fare, se in Arabia Saudita (che è uno dei paesi più arretrati e corrotti del pianeta) è vietato costruire chiese, dovremmo prender esempio da loro e impedire l’edificazione di moschee o, peggio, chiudere quelle che già popolano il nostro mondo? Dovremmo, cioè, prendere esempio dal peggio che il mondo musulmano ci sa dare, invocando una reciprocità che, se da una parte non tiene conto degli sforzi di molti musulmani di modernizzare le loro terre, copiando, a loro modo, il nostro secolare cammino, dall’altra evita di guardar dentro alla grandezza di un occidente, che, seppur pieno di difetti, di contraddizioni, di contrasti, ha saputo essere democratico, liberale, laico, ragionevole, tollerante, giusto. Forse dovremmo iniziare a riappropriarci della nostra forza, delle nostre conquiste, della nostra identità, evitando a tanti di cadere nella trappola secondo la quale alla barbarie si risponde con la barbarie, agli scotennamenti dell’est si devono tirar fuori  i visceri dell’ovest.

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10 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    22 giugno 2005 15:17

    shylok ha sempre torto. e io apro pure un nuovo blog, l’ennesimo. il definitivo. ebu

  2. 24 giugno 2005 13:49

    Ebu, ci darai il link?
    Shylock un post davvero molto equilibrato. Neanche a me piace questo atteggiamento “negativo” di “contrasto”.
    Meglio pensare “in positivo” e cercare di migliorare noi stessi 😉

  3. 24 giugno 2005 14:30

    Hai proprio ragione. Ecco cosa distingue Oriana Fallaci da Magdi Allam. Dei due, il secondo è un emulatore che non ha studiato bene il modello da emulare. La sottile linea che li separa è quella che distingue i due fronti della battaglia per i diritti fondamentali, per la difesa dei nostri testi sacri, dall’Habeas corpus alla Costituzione repubblicana.
    Se quello che hai tracciato è il profilo di uno scontro di civiltà, e se noi siamo dalla parte giusta, tieni presente che il nemico è dappertutto: nel nostro governo, nelle manifestazioni per la pace, alla casa bianca, nella chiesa cattolica. Mica una battaglia da poco.

  4. 25 giugno 2005 11:32

    caro selfs., non ho nessun desiderio di partire in battaglia, tantomeno con l’Oriana furiosa e Allam d’Egitto, due personaggi che, in modo diverso, trovo imbarazzanti. Non meno, però, di chi dice che va tutto bene e che le situazioni si risolvono da sole e che non dobbiamo che essere compassionevoli e aperti e disponibili.

  5. 27 giugno 2005 13:57

    Il massimo della tua aspirazione è di stare a guardare, sperando che non ti arrivi troppa polvere sulla veranda.

  6. anonimo permalink
    27 giugno 2005 18:24

    polvere sulla veranda? quella che più mi fa soffrire però si deposita sulla mia scrivania procurandomi enorme fastidio…

    shylock in trasferta

  7. 28 giugno 2005 16:08

    una volta chi sotto il fuoco nemico si caricava in spalla il compagno ferito era un eroe, oggi è un coglione più lentamente ma tutti. ma occorre dimostrare sia meglio.

  8. 28 giugno 2005 16:09

    dopo coglione ci va un punto. :o)

  9. anonimo permalink
    28 giugno 2005 19:25

    grazie per il punto, cara controcanto. è il resto che non mi è chiaro.
    Shylock

  10. 29 giugno 2005 10:49

    ciascuno di noi ha il suo quarto d’ora di stupidità (che ottimista che sono)… e nel mio quarto d’ora ho partorito l’ipersintesi che ti ho appiccicato sopra. devo trovare un attimo per sintetizzare le 25 pagine che ne costituiscono la premessa. porta pazienza! (sigh)…
    p.s. qual è il nuovo sito di ebu?

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