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Proposte oscene, pubblico votante

15 giugno 2005
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Quando una donna viene molestata per strada non si usa più domandarsi di chi sia la colpa. Se dei segnali complici di lei, o della vile prepotenza del molestatore. Porre la questione è politicamente scorretto e nel dubbio sono affari loro.
Cosa pensare degli espliciti ammiccamenti di Berlusconi verso Rutelli, proprio all’indomani di un confronto elettorale che ha gettato scompiglio su diverse aree della politica italiana ma non ha fatto una grinza nella raggiante boria del Premier in carica? Rutelli ha provocato? Berlusconi ha pisciato fuori dal vaso un’altra volta? La questione ci riguarda?
Comincio da quest’ultima domanda. La risposta è sì, perché a breve ci chiederanno di votare per il Rutelli di turno nel tentativo di impedire la rielezione di Berlusconi. Ci diranno che il Rutelli di turno è stato costretto a congiurare contro le istituzioni di uno stato sovrano e laico allo scopo di conquistare la fiducia dei "moderati indecisi" (una casta di invasati alla quale il sistema elettorale in vigore ha consegnato le chiavi del Parlamento e delle istituzioni che ne derivano).
Ci diranno che bisogna votare per il Rutelli di turno, chiunque sia, perché Berlusconi è molto peggio. Come elettore di sinistra ho contribuito all’edificazione di Rutelli, la versione presentabile di Berlusconi. Già nella campagna del 2001 Berlusconi lo invitò a presentarsi a qualche colloquio in Mediaset, promettendogli brillante carriera. Tutti pensammo che fosse il massimo della provocazione, oltre che del disprezzo per l’avversario, e invece bisognava prenderlo sul serio perché parlava sul serio. Ci suggeriva che avevamo sbagliato tutto.
Oggi Berlusconi invita Rutelli a completare il lavoro, lasciarsi fagocitare completamente da Forza Italia. Forse non sono questi i termini precisi, ma la sostanza è che Rutelli dovrebbe solamente cambiare bandiera per inserirsi a pieno titolo nello staff del capo. Dal 2001 a oggi Rutelli ha fatto strada, ha studiato. Da impiegato mediaset ideale a luogotenente del capo. 
La fagocitazione è avvenuta, salvo non volerlo ammettere e continuare a contare su Rutelli e sulla sua strategia per le prossime elezioni politiche. Gli elettori di sinistra hanno contribuito all’ascesa di Rutelli e al consolidamento della strategia che rappresenta. Ora potrebbero pensare che partecipare alla crescita del rutellismo è soltanto un poco meno peggio che partecipare alla crescita del berlusconismo. 
Nella sostanza, Rutelli è diventato progressivamente roba di Berlusconi. Se quest’ultimo è l’astro del mediocre conservatorismo della mediocre borghesia italiana, Rutelli è il suo ragazzo di bottega, il suo spettro sbiadito. Berlusconi decide lo standard (buono o cattivo). Gli altri si adeguano. Berlusconi ha messo gli occhi su Rutelli. Affari loro, ma non chiedetemi più di votare per uno così.

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12 commenti leave one →
  1. 15 giugno 2005 14:55

    quando nel post qui sotto (e che ora nessuno leggerà più, sigh) mi riferivo alla retorica da fine del mondo, avevo proprio in mente la roba che hai scritto tu, amabile selfs. L’accusa di connivenza con l’avversario (il nemico) è faccenda da epoche staliniane. Ecco che se si sgarra un poco da una presunta linea di rettitudine e integrità dogmatica, subito spunta fuori l’accusa di complottismo a favore dell’altra sponda. Selfs., fatti due conti: non credi che quell’esercito di brancaleoni della sinistra potrebbe raccogliere il voto di tre o quattro disgraziati in più presentandosi più o meno divisa? Gli elettori di Bertinotti e della sinistra antagonista, turandosi il naso, potrebbero al massimo spingersi a votare per un Prodi che tanto considerano un bollito da tener sotto scacco alla prima mossa falsa. Non parliamo loro, a quegli scalmanati elettori, di riformismo, di liberal, di d’alema e fassino e rutelli, che li chiuderebbero volentieri a guantanamo. Viceversa, quei moderati di centro sinistra, cui tu guardi con disprezzo ed orrore, malvolentieri voterebbero per chi inneggia a Hugo Chavez, all’aumento delle tasse e vede spuntar fuori ad ogni angolo complotti di un turbocapitalismo che mi devono ancora spiegare cosa sia. Tutti questi elettori, però, sono accomunati dal rifiuto per Berlusconi, per una coalizione di incapaci che manderà a bagno l’Italia. Alcuni, poi, in Berlusconi hanno creduto salvo pentimenti dell’ultim’ora.

    E poi questa stupidata che i moderati di sinistra sanno solo copiare il Cavaliere, finiamola, e ricordiamoci che l’inizio della vacuità, per la Rai, si compì sotto il segno dell’Ulivo, così come la morte dell’università ecc. Quando leggi, inoltre, che quell’asino di Marrazzo, votato da tutta la sinistra, chiama come consulente per la regione Maurizio Costanzo, cosa vuol dire? Che l’Italia è marcia limitatamente alle sue componenti moderate? O che è ormai, in toto, la periferia più degradata dell’impero?
    Pace e bene

  2. 15 giugno 2005 15:40

    Se ti prometto di lasciare i tuoi post in vista per almeno 16 minuti invece di soltanto 6, tu in cambio mi prometti di leggere i miei post prima di commentarli?

  3. 15 giugno 2005 16:06

    e poi dicono anche che nessuno li capisce/legge…

    16 minuti sono pochi vista la pigrizia con la quale accedono a questi lidi i nostri visitatori. 16 giorni sarebbero forse meglio

  4. 15 giugno 2005 16:56

    Non t’insulto è solo perché Ebu mi ha pregato di non farlo. Si capisce benissimo che hai capito/letto il 10 per cento di quello che ho scritto. Su quel 10 per cento, che è la parte meno originale del mio discorso, mi dai ragione usando il registro di chi mi da torto. Dovrei darti della testa di rapa ma, ribadisco, mi trattengo perché ho promesso a Ebu di essere buono con te.

  5. 15 giugno 2005 17:08

    e io mi astengo dal comprendere perché, allora, vuol dire che non si capisce molto del tuo post. e non sfruttare ebu che è il primo dei miei detrattori. e testa di rapa, insulto che non sentivo dall’età di 5 anni, mi si addice e ne andrò in giro fiero.
    che volevi dire nel restante 90% a me ignoto?

  6. 15 giugno 2005 19:09

    Ti rifiuti di leggere e questo è evidente perché continui a dare per scontato che esista una quota di moderati da attirare sotto la propria campana con parole d’ordine moderate (di destra, diciamo berlusconiane, legge e ordine, gli immigrati raus, la flessibilità, eccetera) e sostieni che il problema sia tenere insieme una coalizione eterogenea che va da rifondazione alla confcommercio. Continui a sostenere che questo si possa fare con l’inganno (per esempio, fabbricando un’esca per i moderati che ha la faccia di Rutelli e parla come Rutelli, che infatti piace molto a Berlusconi), mentre sai benissimo che io sono contrario. Insomma, la leadership secondo te dovrebbe lavorare d’inganno e di mediazione sui due fronti estremi, sul fronte degli antagonisti e su quello dei moderati e al tempo stesso vincere le elezioni e magari governare e magari per cinque anni. Ecco, io credo che questo non riuscirebbe a farlo neanche gesucristo. Ci riesce Berlusconi, ma i metodi sono quelli che sai e i risultati li sai anche.

  7. 15 giugno 2005 20:06

    Ne discende una critica al sistema (non quello citato dai collettivi de sinistra, ma il sistema elettorale e istituzionale che fu scelto dopo il ’93, quindi un preciso complesso di norme, perfettibili e transitorie insomma non la bibbia e nemmeno il gran complotto capitalplutogiudaico per intenderci), che prevede una leadership che il paese reale non tollera e prevede un bipolarismo che nessuna forza politica è mai stata fattualmente interessata a costruire, dopo avere inspiegabilmente promosso quel referendum nel ’93 (tra parentesi, andai a votare e votai no). Guarda alla storia di questo sistema. Nella confusione totale di quegli anni, nel 94 vinse Berlusconi in quanto leader, e il berlusconismo in quanto mentalità. Non ci siamo mai ripresi da allora. Nel 1996 la sinistra vinse ma non impose una cultura, un modo di fare le cose, così come aveva fatto Berlusconi. Per questo, ancora oggi, puoi liberarti di Berlusconi con le elezioni, ma non del berlusconismo, che per la sua lampante pervasività, per l’efficacia con cui penetra nella mentalità delle persone risulta molto più pericoloso per un paese dalla democrazia cagionevole come il nostro. Il successo del berlusconismo ha mandato nel panico lo schieramento opposto, che infatti non ha una cultura da proporre, o da imporre. La reazione del centrosinistra è stata di vivere di riflesso. Per esempio, sputtanare il buono della Rai. Cancellare il proprio modello di società, sfumarlo e mimetizzarlo per confonderlo accanto a quello berlusconiano. E per quanto riguarda il marketing della politica, fabbricare in serie delle brutte copie di Berlusconi (conservatore e stronzo, ma senza soldi e non fa nemmeno ridere) messe a fare il leader dello schieramento, a interpretare la parte dell’uomo ragionevole in contrapposizione alla “parte estrema” che, oltre a portare i voti decisivi svolge la funzione di stimolare periodiche esibizioni di buon senso e di ragionevolezza da parte del capo (vedi, nel caso di Berlusconi, la Lega).

  8. 16 giugno 2005 10:38

    Io credo che il berlusconismo abbia vinto, nel 1994, e si sia poi a lungo mantenuto forte, perché non era altro che lo specchio della realtà. Con Berlusconi ha vinto la simpatia da bar, il rampantismo economico fatto con il sorriso, ma violando le regole del gioco; ha vinto quell’inconfessabile noia verso gli intellettuali di sinistra, verso un impegno sociale spesso percepito come sterile snobismo; e infine, ha vinto un modello fatto di pupe e Costa Smeralda, di allegria e fantasia, contro il grigiore di una politica di professione che gli anni di Tangentopoli avevano trascinato via. D’altra parte, e tu stesso lo dici (quanto è lucido ‘sto Selfs….), non è che le alternative fossero molte e soprattutto molto valide. C’era una sinistra da videocassette dell’Unità, tecnicamente e politicamente preparata (chissà, poi, se questo non è un luogo comune), incapace, però, di parlare al cuore e alla pancia della gente, arroccata su modelli vecchi di qualche decennio, incapace di leggere il mutamento in atto nel paese.
    Vedi, io non ho mai detto che Rutelli, con l’inganno, dovrebbe strizzare l’occhio agli elettori moderati o che Bertinotti deve tenere a bada le truppe della sinistra-sinistra. Non mi piace vedere dietro ad ogni “conversione” un voltagabbanismo di superficie, e credo possibili, veri, quei cambiamenti che hanno spostato Rutelli dal radicalismo alla sacrestia. Dunque, non trovo che Rutelli debba essere quel che non è, ma, anzi, reclamo che parli chiaro, che si esprima con efficacia al suo “popolo”, nonostante quella gente né a te né a me piaccia molto (anche se per ragioni differenti). Deve, insomma, cominciare ad essere un leader della sua area di riferimento. Lo stesso, per me, deve fare Bertinotti e lo stesso dovrebbe sapere fare Fassino, con i Ds.
    Io, francamente, al proporzionale non tornerei. E sai perché? Perché abbiamo avuto 50 anni di turbolenze politiche, governi balneari che seguivano governi primaverili. Da noi, i presidenti del consiglio cambiavano come le stagioni. Privilegiare la rappresentatività di tutti, delle idee, delle porzioni più recondite del paese (come il proporzionale garantisce) implica una grave crisi nella governabilità del paese. E questa non è teoria, è storia.
    Allora, esiste un modo per privilegiare la governabilità senza sacrificare la rappresentatività? Secondo me è possibile. Si tratterebbe di una politica a strati, in cui, da una parte, i Rutelli, i Bertinotti, i Pecorari Scani (non lo si può cacciare?), i Fassini coltivano, onestamente, il loro elettorato, offrendogli un’anima, delle idee forti; dall’altra, tutti, non demonizzandosi troppo a vicenda, concorrono per la vittoria di una coalizione comune (perché, diciamolo, in politica bisogna vincere, non partecipare….) , per la vittoria di qualche idea comune (le si possono trovare) e per l’affermazione di un leader che abbia un vero carisma e non le fattezze di una mortadella, come quello che offre attualmente il convento. Non sarebbe impossibile. Se le elezioni fossero nel 2019!

  9. anonimo permalink
    16 giugno 2005 11:39

    premetto che non ho letto il post, e comunque non mi piace dico la mia. Può darsi che silvio abbia fatto la sua sparata per distrarre l’attenzione da altre cose. Da cosa? non lo so, mi sono distratto. Forse dai fantadeliri liriani della lega?

  10. anonimo permalink
    16 giugno 2005 11:39

    il soprascritto era del sottoscritto

    ebu

  11. 16 giugno 2005 12:16

    grazie per il tuo fondamentale contributo

  12. anonimo permalink
    16 giugno 2005 13:39

    “fondamentale”… non esageriamo volevo solo diradare qualche idea

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