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il rosso e il nero

18 maggio 2005
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C’è chi, alla Ue, quei simboli del passato li vorrebbe veder sparire per sempre. E c’è chi, in Liguria, su quei simboli ha giocato una battaglia da strapaese. Mentre a Bruxelles si discute di mettere al bando i segni del nazismo e del comunismo che ancora agitano non poche coscienze, a Genova, nel Palazzo della Regione, l’arrivo della nuova amministrazione di sinistra ha portato con sé un’eccellente sostituzione: via Mussolini, dentro Lenin. Se, infatti, l’assessore uscente di An aveva scelto di addobbare la sua stanza con un quadro italiano del’29 arricchito di fasci littori e frasi autografe del Duce, il neo-assessore dei Comunisti Italiani ha optato per un busto di Lenin e ha fatto sparire, per un pò, il fascistissimo dipinto. Con un seguito di polemiche e, naturalmente, di interrogazioni parlamentari.

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8 commenti leave one →
  1. 18 maggio 2005 13:46

    Allora promuoviamo una delibera per riservare i busti e i quadri votivi solo a personaggi storici che non hanno fatto morti e feriti, nel cui nome non ha fatto mai cazzate nessuno, coscienze immacolate con riferimento non solo alla coscienza individuale, che sarebbe troppo facile, ma anche alla loro eredità culturale.

    non mi viene in mente nessuno.

    mi era venuto in mente Bambi, ma poi mi sono ricordato che quell’olandese ricchione era stato ucciso da un animalista, quindi niente.

  2. 18 maggio 2005 14:44

    Allora, visto che ci siamo, abbattiamo i numerosi momumentoni, bustoni, placconi e lapidacce che ricordano il così detto “Padre della patria ” o “Re galantuomo” cioè Vitt.Em.II°.
    La maggior parte sono bruttissimi, ridondanti, fragorosi di retorica.
    Però…
    e i poveri artisti che li hanno fatti?
    Vabbè, va tanto sono tutti morti.

    Perchè in loro vece non erigiamo una bella statua colossale al colosso di Arcore?
    Io la farei di poliuretano espanso, perchè:
    1.leggera
    2.trasportabile
    3.e derivante dall’urea
    ecco,
    MarioB.

  3. 18 maggio 2005 19:30

    per MarioB.:
    giù le mani dal bianchissimo e imponententissimo e ingombrantissimo Vittoriano che sarà pur orribilissimo ma a me suscita ogni volta quelle tipiche emozioni da provinciale in trasferta nella maestosissima capitale!
    Riguardo al colosso di Arcore ormai in disarmo, giusto a Catania gli potrebbero dedicare una statuina in lava etnea.

  4. 18 maggio 2005 19:36

    al caro Selfs.:
    quella discussione in sede UE sui simboli dei passati totalitarismi è una vera baggianata. I segni del passato non si cancellano per decreto legge.
    E che facciamo, inziamo a cacciar giù i teatri e gli acquedotti romani di Gallia perché i perfidi latini s’imposero sui nordici vercingetorigiani?

    Però, queste polemicuzze dalla periferia dell’impero fanno ben riflettere sulla capacità di guardare avanti e di non ricadere in imbecilli nostalgie della classe più o meno dirigente italiana.

  5. 18 maggio 2005 22:25

    il Vittoriano non è tanto carino
    dicasi: “bruttino”

  6. anonimo permalink
    19 maggio 2005 12:08

    Caro Shylock,
    Qui torniamo al vecchio dibattito sulla piaga del politicamente corretto e al vecchio dibattito sulla piaga dei francesi. Mi sembra che siamo d’accordo su tutte e due le questioni e questo, ti confesso, mi fa orrore.

  7. 19 maggio 2005 12:34

    quando avremmo discusso di francesi e di politicamente corretto, noi due, gentile anonimo?

  8. 19 maggio 2005 12:36

    e in più, che c’entrano i francesi con l’assessore Gianni Plinio?

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