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Vendoliana

15 aprile 2005
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Non avrei mai immaginato di scrivere quanto segue, e mi scuso se impiego il blog come sfogatoio personale. Potrebbe essere che magari finiamo anche a discuterne, che mi fa piacere. Il fatto è che io non immaginavo di dover precisare una cosa del genere, cioè:
IL PRESIDENTE DELLA PUGLIA è STATO ELETTO DAGLI ELETTORI PUGLIESI, NON DA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Ecco fatto. Precisazione necessaria, necessità dettata da atteggiamento annessionista di certi comunisti coi quali capita di parlare di questi tempi. Che se stai a sentire loro, pare che adesso la Puglia si trasformerà in una specie di sezione del partito formato gigante. Vengono tutti in Puglia a fare la rivoluzione. Arrivano i treni di Bella Ciao e di Manu Chao e di Bella Regà. Qualche giorno fa un sedicente giovane comunista di Messina scriveva "abbiamo un grosso lavoro da fare in Puglia". Bello ciccio, guarda che il lavoro in Puglia l’abbiamo fatto noi elettori, adesso lo farà la giunta di coalizione. Tu magari occupati di quel gioiellino di presidente che sta a Palermo, nientemeno inquisito per favoreggiamento. Alla Puglia ci hanno pensato i pugliesi (comunisti e non), e intendono continuare senza che arrivino adesso i comunisti a dettar legge.
Anche perché, in questo caso, temo che tra poco denunceranno gravi et gravissimi maldipancia. E certo, perché se non hanno capito quanto di cui sopra, sarà molto difficile per costoro adattarsi alla dura realtà. Per quanto i pugliesi abbiano eletto un presidente comunista, estremista e per giunta ricchione, tale gesto rende conto di alcune cose, nessuna delle quali probabilmente troverebbe d’accordo l’antagonismo militante:
– l’atteggiamento del candidato Nichi Vendola in campagna elettorale è stato quanto di più lontano dall’atteggiamento tipico di RifCom. Vendola voleva vincere, tanto per dirne una;
– La sua candidatura è stata voluta da una base variegata, attraverso le primarie. Dopo le primarie anche chi non era convinto si è convinto e ha lavorato per il candidato e per la coalizione. Insomma, se ci affidavamo all’apparato di Rifondazione, ma soprattutto al suo spirito, a quest’ora avevamo un presidente di Forza Italia, e i comunisti stavano di nuovo a fare ciò che più gli piace: denuncia, testimonianza e consolazione;
– in giunta non si indosseranno tute mimetiche. Vi siederanno pure i tromboni della Margherita. Forse ci saranno pochi o nessun comunista. Che, se devo dirla tutta, può essere una bella salvazione, conoscendo i personaggi.

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3 commenti leave one →
  1. 15 aprile 2005 15:09

    le vecchie abitudini sono dure a morire: intervenivano contro Franco, in Spagna, ed era per instaurare il comunismo; facevano la resistenza in Italia convinti che fosse la rivoluzione…

  2. 15 aprile 2005 15:26

    so che da genova è in arrivo una bella comitiva: don gallo con mamma e papà giuliani accompagnati da un paio di camalli (quelli del porto) convinti che a bari si sia nell’odessa del 1905

  3. 15 aprile 2005 15:40

    ah, e poi il messinese non torna più. troppo liberal riformisti per lui su questo blog. ovviamente, è colpa mia, non disperate

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