Skip to content

fessi? distratti? fiduciosi?

11 aprile 2005
by

Intervengo nel dibattito sulla tv, l’informazione e la verità ricicciando di seguito una cosa che avevo scritto a proposito di quell’esaltato bollito di Michael Moore e del perché secondo me lui e Berlusconi pari sono. Il punto di partenza è che le versioni ufficiali, le veline spacciate da governi e fonti accreditate fanno ancora presa sul pubblico. Da come spieghiamo questo fenomeno dipendono molte cose, e si capisce se siamo democratici oppure crediamo di essere meglio degli altri (è un dato di fatto: la maggior parte delle persone crede di essere più intelligente della maggior parte delle persone).

Perchè la gente crede alle versioni ufficiali? Ci sono due possibilità: la prima è che la gente è stupida (questa va per la maggiore). La seconda, che io condivido, è che il pubblico si sente costretto a fidarsi da circostanze che non sono necessariamente legate al loro comprendonio. Si fidano perchè non hanno la forza e la voglia per leggere i libri che noialtri più fortunati abbiamo la fortuna di leggere. 

Adesso sono populista e tiro in ballo quelli che si alzano alle cinque di mattina per fare due ore in macchina, nove ore di un lavoro che non gli piace e tornare a casa (altre due ore di macchina) per occuparsi dei figli. Non me la sento di dire che questa gente è stupida, o che sia pronta a bersi acriticamente qualsiasi versione ufficiale. Credo che in una democrazia il dovere fondamentale dei poteri (politica, stampa, giustizia, informazione) sia di partire dal rispetto di questa gente. Che, in effetti, senza essere stupida tende a fidarsi.

L’orientamento generale è quello di mentire a queste persone partendo dal presupposto che si bevono qualunque cazzata. Queste persone, infatti, sono la maggioranza che ingenuamente continua a pagare le tasse, a comprare i giornali, a votare. Io credo che qui si tocchi un limite etico delicatissimo per la politica. Credo che sia eticamente deplorevole non rispettare queste persone per il tempo che non hanno, per il bucio di culo che si fanno, per l’università che nessuno gli ha potuto pagare, per l’ingenuità con la quale si affidano ai poteri. Tuttavia, la loro fiducia nel potere viene tradita puntualmente anche da personaggi che non si può definire intelligenti, con tutta la buona volontà.

In questo senso a me sembra grave, molto più di quanto sembri ad altri, ognuno di quegli episodi nei quali vedo tradita quella fiducia. Ma al di là di questo, ciò che è venuto fuori dalle regionali è che esiste un limite di cazzate che il potere può dire, oltre il quale la gente smette di fidarsi, e si chiede "ma che cazzo sta succedendo"? Solo un politico stupidello può interpretare la fiducia della gente nei confronti del potere con la stupidità di massa. La fiducia è uno strumento di convivenza assai delicato. A non saperlo usare, in democrazia, si possono perdere le elezioni.

Annunci
17 commenti leave one →
  1. 11 aprile 2005 19:55

    non posso che essere completamente d’accordo e spero che tu non consideri il mio essere d’accordo un sintomo di superficialità. sono profondamente d’accordo. ma, dimmi: “la maggior parte delle persone crede di essere più intelligente della maggior parte delle persone” è una frase tua o una citazione?

  2. 11 aprile 2005 20:51

    il tuo post è incredibilmente intelligente. ma quanto mi costa dirtelo. sarà mica che credo anch’io di essere più intelligente della maggior parte delle persone?

  3. 11 aprile 2005 21:16

    mi è piaciuto il passaggio del bucio di culo e dei figli. una cosa: non è detto che chi ha studiato sia su una barca differente. altra cosa: non è detto che abbia votato.
    cmq questo posto che hai messo su mi piace.
    un saluto

  4. 12 aprile 2005 08:40

    parli di etica della politica e mi trovi d’accordo, ma cosa diciamo a proposito dell’etica dei giornalisti, responsabili della cosiddetta informazione?
    Se il vizio parte dalla classe politica perchè si riproduce identico fino ai giornalisti? Perchè non esiste più quella funzione di “cane da guardia”?

  5. 12 aprile 2005 09:27

    però, ripensandoci, mi è venuto in mente che, almeno per un buon motivo, la ragion di stato, il potere ha da essere menzognero.
    per il resto, mi pare tu faccia delle simpatiche astrazioni: che il gioco politico debba essere il più onesto e cristallino possibile, mi sa di pia illusione. d’altra parte, che i politici mentano spudoratamente, in un regime democratico, è eccessivo: semmai, aggiustano la verità che è certamente cosa riprovevole ma, tuttavia che anche tanti di noi fanno quando intendono farsi belli di fronte agli amici.
    l’insopportabile bollitone MIcheal Moore non ha inventato i fatti di sana pianta, ma è l’interpretazione che dà di questi fatti ad essere completamente fuorviante.

  6. 12 aprile 2005 09:38

    è commovente come fingiate di capirvi… :o)

  7. 12 aprile 2005 09:44

    non so a chi ti riferisci, io non credo che shy abbia capito, adesso glie lo spiego

  8. 12 aprile 2005 10:05

    PER STUZZICHINA: Te lo devo dire: parlare di cose serie con una che si chiama Stuzzichina fa un certo effetto, che aumenta se abbrevio con stuzz., però mi sforzo e ci provo. Quando ho scritto etica della politica in verità avevo in mente etica del potere. L’informazione è potere, sia nella creazione e nella manutenzione dei meccanismi che fabbricano l’informazione, sia nella dinamica degli effetti che produce. Quando si dice che l’informazione è uno dei poteri si dice una cosa che condivido, e lo confermano tutte le teorie della politica. Quindi secondo me hai ragione, ma i giornalisti non sono i soli responsabili della qualità. Nel momento in cui va in onda un certo tg, alle spalle c’è la selezione dei giornalisti (e non è colpa loro se sono fessacchiotti, è di chi ha scelto loro e non altri), la scelta delle notizie e la realizzazione del prodotto, che sono tutti filtri che nel caso specifico dipendono dai politici. Quanto ai giornalisti, credo che l’ostacolo principale a fare bene sia l’autocensura, quindi la piaggeria nei confronti del potere, e la pigrizia. Dopo dieci anni a fare lo stesso lavoro, qualsiasi lavoro può diventare noioso.
    Poi ci sono cose come la presa della Rai da parte di Berlusconi. C’è stata tutta una infornata di gente che non sapeva dove mettere le mani, camionate di ciellini senz’arte né parte piazzati a fare le cose che non sapevano fare: non solo mancava la minima idea dell’informazione, ma anche quelle quattro cose che bisogna sapere per realizzare un articolo che stia in piedi. Però andavano in onda, allo sbaraglio. Ma non è tutto così, nei giornali ci sono molti gironalisti bravi a caccia di notizie, e anche se molti giornalisti bravi hanno cambiato mestiere è stato più per i loro percorsi personali che per qualche azione di censura a loro danno.
    Infine, l’informazione come “cane da guardia” nel nostro paese io non l’ho mai vista. Ma di questo do la colpa ai giornalisti che sono vigliacchi e si sono costruiti un mondo di marchette e di salamelecchi, non alla censura.

  9. 12 aprile 2005 10:17

    PER SHYLOCK: vabbè adesso vuoi giocare a fare il bastian contrario. Ok. Se ti devo rispondere, ti rispondo così: io parlo di fiducia come strumento di lavoro delicato proprio perchè non bisogna abusarne. E perché non bisogna abusarne? Perché nel momento in cui dovesse essere necessario dire una puttanata (necessità dettata da ragion di stato, o da emergenza), in quel momento è necessario che tu abbia tutta la fiducia che hai accumulato fino a quel momento. Ricordi il caso Lewinski? Gli americani fecero vedere i sorci verdi al loro presidente perchè lui aveva detto una bugia, non importa quale. In quel caso c’era l’aggravante dei futili motivi (fatte le dovute proporzioni). Per il potere la fiducia è quindi un capitale, che va accumulato nel tempo di modo che, se pure dovesse venire fuori che hai detto una cazzata, la gente possa pensare che lo hai fatto per qualche ragione e non per salvarti il culo. E se vuoi uscire dall’astrazione di questi concetti un poco volatili, ti posso indicare tutte le dichiarazioni fatte dal nostro primo ministro sul caro prezzi degli ultimi tre anni. Ragion di stato?

  10. 12 aprile 2005 10:22

    Io non sto capendo, ma mi sento di dover fare una difesa di ufficio a beneficio dei giornalisti

  11. anonimo permalink
    12 aprile 2005 10:27

    Bene, allora diciamo pure che chi sta dietro al caso Moro – tanto per dirne una – e a tanti altri capitoli più o meno oscuri della storia delle nazioni ha fatto bene a fare quello che ha fatto perchè “la ragione di stato, il potere ha da essere menzognero”. Definire “simpatiche astrazioni” certe affermazioni mi sembra derisorio e non ripettoso. Cosa si dovrebbe pensare allora delle parole che Pasolini scrisse negli anni 70 a proposito degli atti criminosi di cui riteneva responsabili i politici italiani?? Anche a lui hanno dato del pazzo, sentimentale e passionale, psicolabile pervertito, pagliaccio non in grado di formulare giudizi raziocinanti sia “il chierico rosso che il chierico nero”…era un’arma per disinnescare la forza delle invettive di un uomo che era soprattutto un’artista e si esprimeva col suo linguaggio. Per lui i politici avrebbero dovuto essere “accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente (…): indegnità, disprezzo per i cittadini (è il disprezzo di cui parlava selfsurfer), manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una , collaborazione con la cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di milano, brescia e bologna (…), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (…), responsabilità della condizione paurosa delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono selvaggio delle campagne….”
    A.

    Per Fede.
    Mi piacevi di più quando eri meno intelligente e più scemo. Rivoglio il vecchio Fede.

  12. 12 aprile 2005 10:45

    Dai, vai al di là del nome no? Mi sembra che comunque ti sia sforzato bene!

    Credo proprio che il problema sia il servilismo generalizzato, ma sono certa che esistono molti giornalisti davvero in gamba..dai ebu stupiscici!

    Scusate…ma voi vi conoscete tutti molto bene mi pare di capire..o no?

  13. 12 aprile 2005 11:18

    per A.
    e dagli con la solita solfa: il potere è tanto cattivo e corrotto mentre il popolo, proletario e contadino possibilmente, è buono ed innocente e portatore di virtù. ma chi ci crede più a questa tiritera da controcultura?
    il potere, che ci piaccia o meno, porta a compromessi ma secondo me non è intrinsecamente malvagio o benigno, è neutro. ci sono casi di uomini integerrimi che, una volta al potere, si sono comportati da santi (Giorgio La Pira). che poi, comunque, bisogna vedere se un potere “santo” porti più vantaggi o svantaggi di uno atto al compromesso.
    mi pare peraltro che, anche nell’edenica società civile che tu dipingi, i santi scarseggino…

  14. 12 aprile 2005 11:30

    Ma se per Passolini i politici potevano essere “accusati di una quantità sterminata di reati, che io enuncio solo moralmente (…): indegnità, disprezzo per i cittadini (è il disprezzo di cui parlava selfsurfer), manipolazione del denaro pubblico, intrallazzo con i petrolieri, con i banchieri, connivenza con la mafia, alto tradimento in favore di una , collaborazione con la cia, uso illecito di enti come il Sid, responsabilità nelle stragi di milano, brescia e bologna (…), distruzione paesaggistica e urbanistica dell’Italia, responsabilità della degradazione antropologica degli italiani (…), responsabilità della condizione paurosa delle scuole, degli ospedali e di ogni opera pubblica primaria, responsabilità dell’abbandono selvaggio delle campagne….”, nel frattempo, la gente che faceva, dormiva? Chi ha votato, a ripetizione, per quei politici tanto brutti e cattivi non è, quanto meno, correo?
    le tue tesi mi ricordano quelle di Croce sul fascismo: un giorno è arrivato il babau ex socialista che si è preso l’Italia ma appena lo scacceremo torniamo a fare il paese delle virtù e delle libertà. non a caso, le sue interpretazioni del fascismo non se le fila più nessuno perché si era dimenticato di dire che quel regime viveva su un consenso molto, molto forte.

  15. 12 aprile 2005 11:46

    ed infine, sostenere che esiste anche la ragion di stato non significa che la politica si traduca, tout court, in ragion di stato.
    ma perché, quando tu menti, e lo fai come tutti noi, non tradisci forse la fiducia di chi ti crede? la differenza è che accanto non c’è un pasolini a lamentarsi e piangere e tessere l’elogio di un passato immaginifico che chissà dove se l’è visto.

  16. 12 aprile 2005 12:10

    per self:
    che si stia qui a far i bastian contrari, non è forse il gioco del blog?
    per il resto, l’Italia non è l’America e l’etica della responsabilità abita ben meno la nostra società civile e politica che quella d’Oltreoceano. Su Berlusconi hanno certo pesato le bugie ma soprattutto una serie di incapacità ed una congiuntura economica negativa cui non ha saputo debitamente rispondere

  17. 12 aprile 2005 13:17

    Ecco! Io odio Shylock. Adesso il gioco del blog è fare i bastian contrari? MA va!chi lo ha mai detto?! quello e’ il gioco di shylock (patologicamente contrario anche a se stesso) non dei blog!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: