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31 marzo 2005
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Le armi dell’eroe pacifista.

Il premier Zapatero è assurto, dalla sua trionfale vittoria alle elezioni del marzo 2004 e, soprattutto, dopo la decisione di ritirare le truppe dall’Irak, a modello per tutto l’europacifismo ed a speranza per una svolta "de sinistra" nel progressismo internazionale. Deve essere proprio in funzione "progressiva" che il lìder spagnolo ha piazzato un contratto da 1 miliardo e 300 milioni di euro in forniture militari  al chaveziano Venezuela. Da quando Chavez ha democraticamente vinto le elezioni, il Venezuela si va sempre più trasformando in stato caserma: la proprietà dei figli è divisa, al 50%, tra genitori e stato, gli arresti di oppositori politici sono all’ordine del giorno, la proprietà privata è messa in discussione dagli espropri governativi, la cooperativa dei taxisti si è trasformata in polizia politica volta a denunciare ogni eventuale critica al caudillo, il bavaglio è calato sulla stampa libera ecc. ecc. ecc. Il campionario è sempre lo stesso: in nome del popolo, si viola ogni sorta di diritto. Il modello di riferimento è ovviamente la Cuba di Castro. Con il plauso di Zapatero. E con la stima dell’europacifismo.

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22 commenti leave one →
  1. anonimo permalink
    31 marzo 2005 14:50

    Ciao. Se ti interessa ho risposto al tuo commento, anche un pò polemicamente 🙂
    Quanto al tuo bel post io aggiungerei che appena l’Europa comincerà a vendere le armi alla Cina, allora sì che sarà il caso di smettere di fare la morale agli Americani.
    Anch’io ti aggiungo ai miei preferiti! Ciao

  2. shylock permalink
    31 marzo 2005 15:03

    grazie, ma chi sei?

  3. shylock permalink
    31 marzo 2005 15:10

    sulle armi alla cina, mi pare sia proprio l’europa con in testa il nostro santissimo presidente ciampi, che abbia chiesto una revisione dell’embargo. omettendo, ovviamente, di accennare anche solo brevemente, ai diritti violati dei tibetani, alla cinesizzazione della regione musulmana del nord (come si chiama?), al rifiuto di riconoscere l’indipendenza di Taiwan.

  4. anonimo permalink
    31 marzo 2005 15:23

    Scusa, mi sa che mi ero dimenticato di firmare! Ero io quello do prima! Ciao

  5. shylock permalink
    31 marzo 2005 15:31

    mora?

  6. 31 marzo 2005 15:46

    Leggevo oggi sul sito di Forza Nuova un appello a boiccottare tutti i prodotti cinesi. Ergo Ciampi non è di Forza Nuova.

  7. 31 marzo 2005 15:48

    Comunque un brutto colpo per l’immagine di Zapatero, che comunque rimane migliore di quella di tanti altri paesi, le cui malefatte in termini di armi si notano meno perchè sono più coerenti: vendono a tutti.

  8. shylock permalink
    31 marzo 2005 15:51

    è il terzismo degli armamenti. così puoi vendere sia ai ribelli che ai governativi, a destra e sinistra, a russi e ceceni… però anche questa mi pare un pò una favola.

  9. shylock permalink
    31 marzo 2005 15:53

    non condivido la politica del tanto meglio tanto peggio. zapatero è un fesso. basta trovare scuse e scappatoie e vie d’uscita. ed assistiamo ad un’epoca cupa.addiooo

  10. 31 marzo 2005 16:06

    Io dico solo che non esistono governi che non fanno patti militari. Magari fanno bene in certe aree e malissimo in altre e questo dipende da quali sono i loro interessi geopolitici. Diciamo che la strada che porta alla pace nel mondo non fa parte dell’agenda politica di nessuno

  11. shylock permalink
    31 marzo 2005 19:31

    purtroppo non ci vogliamo togliere dalla mente che l’amministrazione bush e le teorie neocon sono tutt’altra cosa rispetto alla politica estera americana di vent’anni fa. mentre kisinger e nixon, allo scopo di mantenere l’equilibrio internazionale, finanziavano ed aiutavano tutti i dittatori del mondo per non destabilizzare lo scenario globale, ora il principio guida degli Usa è quello dell’esportazione del modello liberal democratico, evidentemente giudicato superiore alle altre possibili opzioni. In questo momento, sono gli Stati Uniti che non armano i regimi dittatoriali del mondo. Non certo l’Europa, che, a cominciare da Zapatero, protesta, legittimamente di fronte alla politica Usa salvo poi riproporre quello stesso sistema delle ralzioni internazionali di stampo ottocentesco. Che poi gli Usa bushiani commettano errori macroscopici, siamo tutti d’accordo, ma smettiamola di cantare le lodi ad una vecchia Europa che fa troppo spesso, in funzione anti-americana, il gioco dei tiranni di mezzo mondo!

  12. 1 aprile 2005 10:23

    “In questo momento, sono gli Stati Uniti che non armano i regimi dittatoriali del mondo”.

    Fede, ma sei sicuro?

  13. shylock permalink
    1 aprile 2005 10:49

    dici che mi sbaglio?
    però, a cuba, venezuela, cina, corea del nord, iran, siria ecc. non gliele vendono. magari qualche piccolo carrarmato al pakistan, un paio di aeretti all’egitto… ma poca roba…

  14. 4 aprile 2005 10:00

    La tua analisi è fin troppo superficiale.
    Forse è bene sapere che in Venezuela l’informazione, contrariamente da quanto dici tu, è nelle mani di potenti imprenditori privati, legati economicamente agli Stati Uniti.
    Per quel che riguarda il “pacifismo a tutti i costi”, la storia ci ha insegnato che porterebbe alla sconfitta.
    Vedi il caso Allende.
    Chavez non è Che Guevara, purtroppo, avrà pure i suoi difetti, ma se si affida alle armi, non lo fa certo per “esportare democrazia” a suon di bombardamenti su bambini ed innocenti.
    La pace è una bella parola.

  15. 4 aprile 2005 10:07

    Ma vallo a dire agli indios che vivono nelle baracche di essere pacifisti.

    La pace la professa chi “ha la pancia piena” come noi occidentali. Chi muore di fame, mette da parte la morale.
    Mors tua vita mea.

    Saluti
    http://messinacomunista.ilcannocchiale.it/

  16. shylock permalink
    4 aprile 2005 10:39

    A me, questa dell’onnipotente mano degli Stati Uniti da denunciare ovunque, mi pare una strana ossessione. Nessuno nega che gli Usa abbiano le loro colpe in giro per il mondo, nessuno nega che gli interessi strategici americani si estendano ben fuori dal loro territorio nazionale, ma il leggere il dissenso sempre e solo come determinato da “complotti” della Cia e delle multinazionali americane mi pare, francamente, banale e ncapace di comprendere realmente la realtà. Nessuno nega al Venezuela il diritto di armarsi. Diritto, anzi, ahinoi, sacrosanto.
    Quel che mi pare ridicolo è che si sia scomodato, in difesa del capetto sudamericano, del quale non puoi certo smetire tutte le gravissime violazioni dei diritti umani, da parte del “soccorso rosso”. Compagine sempre pronta a denunciare le involuzioni autoritarie di regimi come quello americano, e cieche di fronte a molti degli altri orrori del mondo (vedi Cecenia e decine di altre guerre sparse qua e là nel mondo). E poi, una cosa me la dovete proprio spiegare: ma se in questi regimi “collettivisti” si sta così bene, perché in milioni fuggono via? E’ accaduto col Vietnam rosso, quando milioni di boat people hanno abbandonato il loro paese alla volta degli Usa, per l’Urss bolscevica, per la Cuba castrista e adesso per il Venezuela chavista (solo nella mia cerchia di conoscenze ho presenti due venezuelani della media borghesia “rifiugiatisi” in Italia). Come mai dagli Stati Uniti autoritari, dall’Italia berlusconiana, dalla temibile Inghilterra blairiana nessuno se ne va a gambe levate se non qualche cretino come quell’attore, Arnoldò Foà, che alla vittoria delle elezioni da parte del Berlusca, nel 1994, decise di andare in esilio… alle Seychelles!

  17. 4 aprile 2005 11:37

    Caro “perfido”, la tua posizione non fa una piega.
    Occorre precisare che parli con un comuista, non con un socialdemocratico.
    In altre parole, a me interessa tutelare gli interessi degli esseri umani sfruttati,degli schiavi. E’ chiaro che per migliorare le condizioni di chi sta male,deve pagare il prezzo chi sta bene.
    Ma la cosa non mi riguarda più di tanto.
    La libertà di parola, non dà da mangiare.

    Anch’io ho degli amici in Venezuela,ed anche loro sono scontenti di Chavez, anzi lo odiano! Questi miei amici , appartengono alla classe sociale medio alta.Adesso, col governo Chavez, si vedono tolti alcuni dei privilegi di cui godevano. Dico “privilegi” appunto, non “diritti”.

    Dobbiamo imparare a guardare il problema in tutte le sue sfaccettature.
    Venezuelani non sono solo gli ex europei che lì vi sono andati e finchè hanno potuto hanno derubato quelle terre di ogni risorsa utilizzabile.
    Venezuelani sono soprattutto
    gli indios che in quella terra hanno le loro radici,che si sono visti occupare le proprie terre e le proprie foreste dall’uomo europeo(non solo americano).

    Il fatto che Zapatero aiuti Chavez non può che essere positivo, dal punto di vista di un filomarxista, e quindi anche dal mio.
    Se Zapatero poi sia o meno democratico, questo non mi riguarda.
    Sono contraddizioni delle quali deve rispondere lui o chi crede nella democrazia e nella pace. Io non ci credo da un pò di tempo ormai.

    Con questo non dico che la risposta sta nella violenza a tutti i costi.
    Nè tantomeno che il modello di Chavez sia perfetto. Tra l’altro non è neanche marxista.
    E’ solo un governo popolare, un governo che preferisce investire in Stato Sociale anzichè nel capitalismo sfrenato.
    Causando, guarda caso le ire di “onorati” economisti e guarda caso anche ricchi imprenditori .

    P.S.
    Grazie anche a te per la visita, spero di ricevere tua risposta.
    Avvertimi sul mio blog, se lo fai.
    Saluti.

    messinacomunista

  18. anonimo permalink
    4 aprile 2005 11:39

    Opss..
    Ho riletto il io mes…perdonate la forma e le ripetizioni..
    Messinacomunista

  19. shylock permalink
    4 aprile 2005 12:02

    i regimi giustizialisti che facciano ricadere le colpe dei padri (anche remoti) sui figli, sono estranei alla mia cultura. mi pare assurdo criminalizzare gli europei che ancora oggi popolano il continente sud americano perché 500 anni fa i loro, i nostri antenati hanno, colpevolmente, conquistato una terra a suon di ammazzamenti, conversioni forzate, violenze varie.
    Siamo tutti d’accordo che il mondo sia pieno di ingiustizie. Ma ribaltare la situazione, come peraltro è avvenuto in molti paesi comunisti, dall’Urss leninista alla Cambogia di Pol Pot, perseguitando quelli che erano i persecutori di una volta, mi pare, sinceramente, insensato e, per di più, criminale.
    Apprezzerei molto se i comunisti duri e puri, tra i quali conto anche alcuni cari amici, la smettessero di flirtare con le dittature, che, mi sembra, non portano che disagio e povertà e sofferenza e iniziassero a comprendere che ciò che fa funzionare il mondo sono quei regimi misti in cui la sete di giustizia sociale non va mai a detrimento dei diritti civili, in cui la ricerca del benessere collettivo non prevede la fine della proprietà privata e si accorda con la presa di coscienza che le ineguaglianze sono uno dei motori di sviluppo delle civiltà. Forse gli Stati Uniti non corrispondono a questo tipo di regime democratico e partecipato, ma, ancor meno, ad esso si avvicinano gli Stati modello per il comunismo internazionale: Cuba, Venezuela e tanti regimi che la Storia, grazie al cielo, ha spazzato via.
    Un saluto.

  20. shylock permalink
    4 aprile 2005 12:12

    trovo comunque molto interessante che tu sostenga di non credere nella pace. Preferisco la tua franchezza (anche se un pò mi spaventa) che le tante ipocrite dichiarazioni provenienti da una parte che rivendica un inesistente passato pacifista e pacifico. Ne desumo che la tua mozione non sia stata quella bertinottiana. o mi sbaglio?

  21. 5 aprile 2005 10:27

    Tu scrivi:
    “mi pare assurdo criminalizzare gli europei che ancora oggi popolano il continente sud americano perché 500 anni fa i loro, i nostri antenati hanno, colpevolmente, conquistato una terra a suon di ammazzamenti, conversioni forzate, violenze varie.”

    Non ti pare di essere un pò contraddittorio?

    http://messinacomunista.ilcannocchiale.it/

  22. 5 aprile 2005 10:33

    Se scrivi “colpevolmente”, significa che disapprovi il modo in cui essi hanno agito.
    Come reagiresti tu se ti venisse sottratta la terra a “suon di ammazzamenti,conversioni forzate e violenze varie”?

    Per qule che riguarda la mia franchezza “antipacifista, stai pur tranquillo. Non sono un guerrafondaio. Guardo semplicemente in faccia la realtà.
    Se il Presidente della maggior democrazia planetaria ricorre alle bombe per garantire lo sviluppo del proprio potere, mi sembra alquanto utopistico poter pensare che le ingiustizie del mondo possano essere sconfitte cantando ai cortei o incatenandosi davanti le ambasciate americane sparse sul pianeta.

    P.S.
    Complimenti per l’acutezza.
    Non sono un bertinottiano,al congresso non ho votato.

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