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26 marzo 2005
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I neo – ecol

 

A me scoccia dover sempre prendere le notizie dal Foglio perché, diciamolo, il giornale dell’Elefantino ha perso smalto, diverte meno e sembra un quotidiano della CEI scritto da giovani scapigliati ex pot-op e lotta continua. Ho anche iniziato a comprare il rivale Riformista che sta crescendo, e bene. Però, quest’articolo sulla prima pagina di oggi, susciterà non pochi turbamenti nel nostro piccolo ebu ed io non posso certo sottrarmi di fronte a siffatto dispettuccio.

Ebbene: i neo-con sono diventati ecologisti! E si prendono cura, proprio come ebu, delle sorti energetiche del pianeta. Se il petrolio è nelle mani di personaggi oscuri e bizzosi, dai principi sauditi al caudillo chavez, allora bisogna trovare nuove fonti, alternative, di approvvigionamento energetico. Ed ecco che i nostri destini di romantici ecologisti si intersecano, finalmente, con quelli dei neo – con. E ora, tutti alla conquista di Washington! (e non stiamo a sottilizzare sulla prospettiva di trivellare l’Alaska … due o tre pozzi non fanno male a nessuno).

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3 commenti leave one →
  1. 29 marzo 2005 00:33

    Non mi permetto di entrare nel merito, che sarebbe opportuno, caspita. Ma per come la illustri tu, la questione mi riporta al dibattito del Corriere della Sera sull’antifascismo a corrente alternata della sinistra. Concedimi di buttarla in politica, è tanto per dire la prima cosa che mi viene in mente.

    La sinistra ha smesso di essere antifascista di fronte al fenomeno Alessandra Mussolini. Non solo perchè un relativo successo della Mussolini e dei suoi simpatici, teneri e rassicuranti compagnucci di partito (a proposito, dove stanno? cosa fanno i neofascisti, mentre AleMussy conquista le copertine dei settimanali-con-dvd?) aiuterebbe a far passare la nottata alla sinistra nella sua battaglia contro il colosso Storace. Ma anche perchè AM è contro la guerra. E quindi viva Alessandra. Ma anche perchè AM è contro la legge sulla fecodnazione. E allora, viva, viva Alessandra!

    Non importa, poi, dove voglia arrivare. Non importa che sia stata a Fiuggi con Fini e Storace e verosimilmente abbia preso appunti su come si fa a sdoganare l’in-sdoganabile. In questi mesi i pacifisti, certi parlamentari di sinistra, li ho sentiti parlare con affetto di “Alessandra”, delle sue battaglie da outsider dentro Alleanza Nazionale e poi anche nel corso della sua battaglia contro Storace, dopo il passaggio a una coalizione di gruppi di estrema destra. In quanto nemica dei miei nemici, in quanto spina nel fianco di uno che voglio sconfiggere, è mia alleata e ne parlo bene.

    Quanti sono a chiedersi dove voglia arrivare? Quanti sanno elencare con certezza tutte le categorie che, se fosse per lei, andrebbero incontro a castrazione chimica?

    Qualcosa del genere vale pure per i neoconi. Sono ambientalisti, ma questo può bastare a farsene un’idea? Questa mossa potrebbe andare sotto il nome di GreenWashing, e potrebbe guadagnarsi un apprezzamento incondizionato solo in un’ottica miope, di politica del giorno per giorno. Considerato che i neoconi, in quanto brand, al momento hanno parecchio lavoro da fare per riprendersi dagli errori commessi sull’Iraq, non fanno male a buttarsi su una cosa a buon mercato come l’ecologia.

    E il Foglio, adesso diventa ambientalista? Ma che ddavero??

  2. shylock permalink
    29 marzo 2005 01:28

    bentornato a casa, self!
    sulla questione, credo ci sia un punto di base da spiegare e che so già segnerà una divergenza netta tra noi due: tu disapprovi le teorie neocon (come quelle di Al Mus) mentre io, pur non le approvo ma non le demonizzo(mentre di AM disprezzo il ridicolo nostalgismo, i compagni di partito e più in generale uno stile politico che non mi convince). Diciamo che apprezzo la nuova svolta di Fassino e la sua apertura alla politica di Bush.

    Ciò significa che, mentre per te i neocon non potrebbero essere compagni di avventura, io non li vorrei giudicare altrettanto severamente.

    Che poi la notizia apparsa sul Foglio sia una bufala, non saprei, è bene sia tu ad indagare, ne hai i mezzi e le competenze più di quanto si possa dire per me.

    Ritengo però che l’esempio della Muss., nonostante i debiti distinguo che ho già premesso, non sia poi così calzante. Mentre, infatti, la salvaguardia del pianeta mi pare, oltre che un’urgenza contingente, anche un valore più o meno universale, il far sì che Francesco Storace non si aggiudichi la poltrona di presidente della regione Lazio per farvi sedere il Marrazzo di turno, non lo giudicherei un valore ma un interesse, legittimo ma alo stesso tempo decisamente da bassa cucina politica.

    Non farei quindi tanti distinguo se coloro che si dicono oggi pronti a salvare il pianeta soltanto ieri contribuivano a devastarlo. Se ne sono convinti, anche strumentalmente, ben vengano con noi.
    Mi stupisco di più di chi, pur di non far vincere il fascio Storace (non certo, dunque, un nobile ed ideale mmotivo) si allea con la confessa fascistissima Alessandra.

    Dai neocon aaspettiamo pentimenti, l’Alessandra porta sempre con orgoglio il suo cognome (e te credo, se no quanti voti prenderebbe).

  3. 29 marzo 2005 10:39

    Ok, arriva eburneo, con il suo carico di scoppientante allegria!
    Allora, cerchiamo di chiarire una cosa. non è che i neocon non siano eco, è l’intero mainstream della società nordamericana ad essere intimamente antiecologico. Quando inizieremo a sentire, in lingua anglofona, che bisogna cominciare ad interrogarsi se il vecchio ritornello “il nostro stile di vita non è negoziabile” sia forse sbagliato, allora si potra’ aprire uno spiraglio di dibattito.

    Detto questo io mi domando una cosa. Non è che i neocon non vogliano esportare veramente la democrazia. Che figura ci farebbero, se non ci riuscissero? Non credo che sia un paravento ideologico, d’altronde è noto che il capitalismo è votato all’espansione dei mercati che a loro volta germogliano dove c’è democrazia. Certo è che si trattta di democrazia assimmetrica. In un mondo a risorse limitate gli Stati Uniti si assicurano la fetta migliore della torta e cercano di suddividere il resto fra gli altri paesi senza che questi attentino alla loro fetta.
    Che diavolo c’entra tutto cio’? Ma nemmeno la Mussolini c’entra, ergo..

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