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11 marzo 2005
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Quando c’era al governo D’Alema venne fuori la storia delle molotov. Ricordate? Egli in persona si autoaccusò di aver fabbricato le molotov, o qualcosa del genere (le parole esatte non mi si sono scolpite nella mente come su una lapide, mi perdonino i precisi ma in fondo è D’Alema, mica Tony Blair). Insomma, fu lui a dirlo. Gettò questa cosa lì, durante un’intervista. E uno cosa deve pensare? Secondo me deve pensare che voleva sentirsi figo, voleva dire che anche lui è stato giovane. E sia. Ma io di persone che l’hanno visto durante quegli anni ne ho incontrate, nessuno mi ha detto che fabbricava le molotov, o che andava ai cortei. Che andava alle feste, questo sì. Che si sceglieva gli amici ricchi, questo sì (sia chiaro: non ci vedo nulla di male). Che andasse a massacrare gli sbirri, questa mi venne nuova. A questo punto sarebbe fico che la storia proseguisse con "ho deciso di indagare e ho scoperto che …". Invece no, perchè io sono pigro. Non faccio le molotov e neanche le inchieste vecchio stile.

Ieri apro il Magazine del Corriere della Sera, e che ti trovo? Alcune paginate dedicate a quanto erano estremisti da giovani il nostro ministro Alemanno (ritratto mentre "arringa camerati" con un megafono) e i nostri capogruppi Ignazio Larussa (ritratto mentre atterrisce i camerati mostrandogli la faccia da un palco). Foto in bianco e nero, brividi, nostalgia.

Se esiste una regola, è che a questi cinquantenni che comandano adesso, nessuno glie lo toglierà mai dalla testa che sono stati i più fighi di tutti. E quando arrvano a comandare qualcuno gli deve fare dei lunghi articoli per celebrare le loro imprese giovanili, di quando erano giovani e forti e si pigliavano a catenate, o almeno così raccontano. La politica la decideva chi urlava di più, ma quanta partecipazione. Decido di indagare, poi ci ripenso e ricopio queste due righe di Gramellini. Moralista? Va bene, me ne incarti altri due etti.

"Da settimane sui giornali italiani sfila un corteo di rievocazioni politiche degli Anni Settanta. Si tratti di un ceffone o di una spranga, non un solo dibattito fra rossi e neri dell’epoca ci viene risparmiato: dopo aver narrato le gesta di PotOp e Lotta Continua, una rivista annuncia i ricordi di scuola del ministro Gasparri e un po’ tutti si muore dalla voglia di sapere quanto prendesse in condotta e magari anche in educazione fisica. Le ragioni di questa riscoperta sono semplici: gli estremisti di trent’anni fa comandano quasi ovunque e usano il potere mediatico per imporre alle altre generazioni il rimestio nostalgico delle loro utopie giovanili. Per chi lo osserva da fuori, lo spettacolo è noioso. Ma diventa urticante per chi quegli anni li visse in modo meno eroico: per esempio cercando di studiare e rispettando il codice penale.
Dal momento che i ventenni di oggi hanno giustamente in uggia questa politica di ex fanatici redenti e quando gli parli di votazioni pensano alle «nomination» del Grande Fratello, ci si chiede con quali fantasmi riempiranno i loro giornali fra trent’anni. Ma vedrete che il problema non si porrà: considerati il prolungamento dell’esistenza e l’attaccamento al potere dei cinquantenni rossi e neri, nel 2035 alla ribalta ci saranno ancora loro. E invece che pro Oriana Fallaci, si raccoglieranno firme per Gasparri e Gad Lerner senatori a vita.

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4 commenti leave one →
  1. shylock permalink
    11 marzo 2005 08:57

    io sono un estremista: mi leggo tutti i giorni i comunicati dell’istituto bruno leoni; vorrei privatizzare tutto, anche questo sito; voglio lo stato minimo, quello che si legge sui libri di filosofia politica degli anarco-capitalisti; penso cose ancora più pazze che qui non scrivo perché sono in ritardo…
    ne consegue che, tra trent’anni, con questo passato da estremista, sarò Io che comanderò!!
    sh.

  2. 11 marzo 2005 09:25

    No, a trent’anni avrai falsi ricordi di tu che lanciavi molotov biodiesel contro Dalema che lanciava molotov super contro di me, lanciavo molotov fotovoltaiche contro Giuliano che malediceva l’eolico

  3. 11 marzo 2005 09:38

    Per Selfs: questa è una mancinata contro Giuliano. Di cui aspettiamo la replica con impazienza. Intanto ho prevenuto con post vignetta.

  4. shylock permalink
    11 marzo 2005 13:03

    guarda che io, a 15 anni, le mie molotov me le fabbricavo già da solo e la lanciavo contro quei bolscevichi che, puntualmente, ogni autunno, occupavano la mia scuola impedendomi di dimostrare, ogni giorno, che ero il più bravo e simpatico e carino della classe…

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