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il termometro della paura

27 settembre 2011
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 Ogni volta che salgo su una carrozza ferroviaria mi illudo
: avrò per vicini quell’affascinante coppia di turisti canadesi? O forse il giovane dall’aria francese che legge un libro Einaudi alla fine del vagone? O sarà la volta della tizia dall’aria artistica col suo mac davanti e cuffie colorate? No, generalmente capitano al mio fianco suore, coppie di anziani chiacchieroni e madri con figli rumorosi. Rientrando da Napoli, la settimana scorsa, ero appunto contornato da una giovane madre accompagnata da due figli, l’uno di 6 e l’altro di 8 anni. Lo dico con certezza perché sebbene mi faccia vanto di essere un mangiabambini poi in realtà ho un’inaspettata empatia con le ultime generazioni ed io stesso mi sono scoperto tenero, simpatico e paziente. Così paziente che dopo aver tollerato i lamenti, gli urli, le chiacchiere dei due ipercinetici fratelli, ho stretto amicizia col più grande fungendo da guida turistica (l’ho conquistato – lui e la madre, a dire il vero – a Pisa, quando son riuscito a individuare tra i tetti la Torre pendente). Ma quel che volevo raccontarvi non sono le mie scorribande ferroviarie bensì le paure dei genitori. In questo caso di un padre che – inconsapevole di essere ascoltato al cellulare in viva voce – ha reagito con terrore alla notizia che il figlio stava “chiacchierando con un signore”: “dai ascolto solo alla mamma, mi raccomando, non fidarti di nessuno, hai capito?, di nessuno” – ha risposto prontamente quel padre lontano e spaventato, dimostrando tutte le inquietudini dei genitori di oggi e, in realtà, la sua stessa sfiducia nei confronti di una moglie evidentemente giudicata incapace di tenere i figli lontani dai pericoli. Beh, posso dirvi che il figlio se ne è totalmente infischiato e ha continuato a rivolgermi impertinenti domande sul perché non avessi ancora figli né fossi sposato!

5 commenti Lascia un →
  1. 27 settembre 2011 20:40

    “non fidarti di nessuno” questi si’ che sono insegnamenti !! ihih ma ha detto proprio così’?

  2. 27 settembre 2011 21:18

    sì, ha detto proprio così. lì per lì mi sono anche un po’ offeso, ma in fondo il padre non faceva riferimento a me in quanto Shylock ma a me in quanto “signore che chiacchiera”. A riprova che è un sentimento diffuso tra i genitori, ho un’amica terrorizzata che gli zingari le rapiscano i figli…

  3. 28 settembre 2011 18:43

    Io amo i treni. E anche io amo gli incontri, anche silenziosi, con i vicini di scompartimento… ma i genitori ansiosi di figli urlanti… spesso non ce la posso fare.
    quanto alle paure mammesche e babbesche, sono oramai inquietanti: se non sono gli zingari, sono i germi: una coppia di miei amici fa promettere alle figlie, dopo che hanno giocato a biliardino, di non avvicinare le dita alla bocca perché se no si sentiranno male!

  4. 28 settembre 2011 19:06

    io, di mio, ho sempre la sensazione che le cose vadano peggiorando. non sono attendibile, insomma. e infatti ricordo che i miei genitori, un po’ meno giovani di quelli dei miei coetanei, erano del tutto privi di assurde fobie che iniziavano invece a contagiare le altrui mamme (parlo degli anni Ottanta). che poi, quelle mamme ultra protettive erano le stesse che permettevano ai figli di passare ore e ore (soprattutto la sera) a guardare di tutto e di più in tv.
    lo so che non c’è correlazione tra le due cose, ma avevo voglia di dirlo lo stesso!

  5. 11 ottobre 2011 17:34

    treno Roma-Genova di stamane. Chi si siede vicino a me? Una suora di Calcutta!

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